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Bernini (M5s): Questo è terrorismo

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Massimiliano Bernini

Massimiliano Bernini 

– Anche Massimiliano Bernini (M5s) tra le vittime degli hacker informatici.

Si dice “indignato per questo attacco pur non avendo nulla da nascondere”. Gli hacker informatici del gruppo Par-AnoIA che si autodefinisce “vicino al Pd” hanno colpito di nuovo. Questa volta a essere violata è stata la casella elettronica di posta di Massimiliano Bernini, deputato 38enne vetrallese del Movimento 5 stelle.

“Ho appreso della pubblicazione di tutte le mie mail da alcuni giornali italiani – racconta Bernini -. Ieri mattina mentre leggevo ho visto il mio cognome tra le persone che erano state prese di mira. Ho chiamato subito la nostra capogruppo in Parlamento Roberta Lombardi per farle presente la situazione”.

Bernini non è il primo a essere stato colpito dagli hacker. Nel mirino anche Tancredi Turco, Giulia Sarti e “Filippo Baloo”, forse il nickname di Filippo Gallinella, deputato. Un’offensiva contro la quale i gruppi parlamentari dei 5 Stelle hanno deciso di replicare con durezza.”Dai primi attacchi abbiamo fatto un esposto alla procura della Repubblica, una denuncia alla polizia postale e ci siamo rivolti al garante della privacy”.

Bernini è comunque tranquillo. “Non ho nulla da nascondere, nelle mie mail non c’è nulla di compromettente”. Il deputato, ieri pomeriggio, aveva affidato a Facebook un primo commento sulla vicenda nel quale, oltre a denunciare la violazione della privacy, ribadiva che non si “sarebbe fatto intimorire e che non sarebbe mai sceso a patti con certi individui“.

Più che il timore di essere letto, infatti, c’è l’indignazione per la violazione di un diritto. “Stanno violando l’articolo 15 della costituzione per cui la corrispondenza deve essere inviolabile. Sono abbastanza indignato per l’accaduto, sia come  cittadino ma soprattutto come deputato. Il fatto di rendere pubbliche le mail potrebbe essere usato come un atto intimidatorio per alterare la missione dei mandati politici. A questi ricatti non ci sto. Mi sembra un atteggiamento mafioso. Non ho segreti, ma la violazione della propria corrispondenza è di per sé un fatto molto grave e di stampo terroristico che ha il preciso scopo di influenzare l’attività pubblica. Ripeto, no non ci sto, non mi faccio intimidire”.

Proseguono a ritmo serrato le indagini e da quanto si apprende, nella serata di ieri il sito, contenente le mail dei deputati è stato oscurato.


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