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Caro direttore, sto per uccidermi

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Non è nostra abitudine pubblicare lettere anonime. Tutti gli interventi esterni alla redazione di Tusciaweb, hanno un nome, un cognome e un volto. Ma stavolta è diverso.

La richiesta di aiuto arrivata ieri alla nostra testata è anonima. Una lettera disperata e senza firma, che non possiamo non pubblicare. Perché se il contenuto dovesse corrispondere alla realtà, forse, saremmo ancora in tempo per fare qualcosa.

Ci scrive un uomo che ha deciso di uccidersi. Dice di sapere dove, quando e come farlo. E’ padre di due bambine. Una sta per nascere e rischia di non conoscere suo padre, che fa i salti mortali per arrivare a fine mese. Colpa dei tanti crediti che non riesce a riscuotere e che, pian piano, si sono trasformati in debiti.

Ha chiesto aiuto a noi. Noi chiediamo aiuto ai lettori di Tusciaweb. Leggete la lettera. E se i pochi indizi che contiene vi ricordano qualcuno, non lasciatelo solo e fermatelo. Prima che sia troppo tardi.


Riceviamo e pubblichiamo – Caro direttore,

Le scrivo per dirle che a breve sulle sue colonne parlerà di un altro suicidio, e sarà il mio. Ho deciso già il giorno e l’ora e anche il posto, e con questa lettera vorrei salutare le persone che hanno creduto in me e che hanno cercato di aiutarmi, ma vorrei ricordare che purtroppo sono costretto a chiude qui la mia presenza su questa terra per via dei tanti debiti che ho a causa di alcuni clienti che non mi hanno mai pagato, di uno Stato che non mi ha mai aiutato, di una corporazione professionale che mi ha sempre ostacolato e che mi ha anche messo all’angolo perché non posso pagare.

Sì, sono uno di quei tanti italiani vittima della crisi, e delle persone sbagliate, delle persone che ti sono amiche fino a che gli fai comodo e che poi ti scaricano quando ti devono pagare.

L’unico rammarico è che non potrò vedere la bambina che mia moglie porta in grembo, ma spero che i miei e i suoi l’aiutino e le stiano vicino. Io purtroppo ho venduto tutto quello che potevo. Ho tentato di prostituirmi per racimolare soldi, ma nulla. Ho chiesto aiuto alle banche cercando di cedere i miei crediti, ma anche loro mi hanno risposto picche.

Non ho soldi per pagare luce e gas.

Quando sarà, la prego di mettere questa lettera sul suo giornale sperando di scuotere le coscienze di quelle persone che mi hanno spinto a farla finita e che hanno armato la mia mano, e spero che almeno in questo caso la magistratura apra gli occhi e abbia voglia di andare contro i poteri forti, quegli usurai che si nascondono bene dietro attività apparentemente pulite, quei professionisti che estorcono soldi per farti lavorare o che vogliono il 10% del tuo compenso.

Un saluto a chi mi ha amato, a chi mi è stato vicino, a mia moglie, a mia figlia e a quella che non vedrò mai.

Grazie a chi mi ha costretto.


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