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“Come sta il Pd? Volete vedere il sangue, ma non ci sarà”

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Ugo Sposetti

Ugo Sposetti

– “Il Pd è l’unico partito in Italia”.

Il Partito democratico non è in crisi e chi “vuole vedere il sangue”, per il senatore Ugo Sposetti, resterà deluso. E’ di ieri il voto di fiducia al neo governo Letta che dice di apprezzare per i segnali di discontinuità e cambiamento lanciati dal giovane premier. Saranno comunque i risultati a parlare. Da buon comunista si dice soddisfatto per la rielezione di Giorgio Napolitano.

E a Viterbo? Francesco Serra ha dimostrato generosità, mettendosi alla guida della lista del Pd, ed è sempre più convinto che Leonardo Michelini porterà a casa il risultato.

Come è andato il voto di fiducia al nuovo governo Letta?
“E’ andato bene sia alla Camera che al Senato – dice Sposetti -. Il paese vive una difficile fase politico-sociale ed economica e quindi si lavora per dare delle risposte alle famiglie italiane”.

Come giudica l’esecutivo?
“Letta è un presidente del consiglio giovane che ha voluto dare un segnale di discontinuità e cambiamento. Sono gesti da apprezzare e giudicare positivamente. I governi poi si giudicano dai risultati e non dal numero delle donne o dall’età dei ministri, quindi tra sei mesi vedremo quello che è stato fatto”.

Enrico Letta ha detto che “era inevitabile stare insieme”. E’ d’accordo?
“Era inevitabile perché dalle elezioni sono usciti tre gruppi e per andare avanti era necessario trovare un accordo. Con uno, non è stato possibile e il Pd ha dovuto fare quello che ha fatto per dare un governo al paese”.

Fa riferimento ai grillini?
“Non mi piace chiamarli così, preferisco parlare di Movimento 5 stelle. Usare il termine “grillini”, mi sembra antipatico per chi è stato eletto”.

Berlusconi ha detto invece “via l’Imu oppure non ci stiamo”.
“Il Pdl ha votato la fiducia. Non vado dietro quello che dice Berlusconi, non mi interessa onestamente”.

Per lei questo governo è una vittoria del centrodestra?
“Berlusconi e il centrodestra hanno chiaramente fallito nel 2011, tanto da essere sostituiti al governo. Non mi sembra abbiano vinto le elezioni e quindi, dove sta la vittoria?”.

Il governo Letta, però, porta avanti alcuni dei cavalli di battaglia del centrodestra, come per esempio l’abolizione dell’Imu…
“Non è vero. Le proposte sull’Imu per le famiglie con un basso reddito o per i pensionati erano già contenute nel programma elettorale del centrosinistra”.

Qual è lo stato attuale del Pd?
“Pur con i problemi e gli errori che sono stati fatti, resta sempre l’unico partito in Italia”.

Sostenendo che è l’unico partito, vuole dire che non ci sono alternative valide?
“Il Pd rappresenta un pezzo del paese. E’ l’unico schieramento che può davvero definirsi partito perché porta avanti una dialettica interna che gli altri non hanno. Il Pdl ha un padrone e il M5s ha due soggetti che danno indicazioni e quindi non sono ancora liberi, mi auguro lo diventeranno presto”.

Quali step sono previsti per arrivare al congresso?
“L’11 maggio, l’assemblea di cui io non faccio parte, deciderà il da farsi”.

Si arriverà a una divisione all’interno del partito?
“Si risolverà tutto. Volete vedere il sangue, ma non ci sarà sangue”.

Tutto a posto, quindi?
“No, le divisioni ci sono state e sono serie. L’importante è che si apra un dibattito serio e concreto per superare questo momento”.

Cosa ne pensa della rielezione di Giorgio Napolitano?
“Per uno che è stato sempre con la testa nel Pc, non posso che essere soddisfatto. Anche il paese ha dato un giudizio positivo”.

Che idea si è fatto, invece, della vicenda che ha portato alla rielezione del capo dello Stato?
“Evviva Napolitano!”.

Cosa intende?
“Abbiamo rieletto per la prima volta nella storia del paese un presidente della Repubblica che per di più viene dalla sinistra. Sono più che felice”.

E che abbia 88 anni, non è un problema?
“Assolutamente no. Finora non lo è stato, anzi ha fatto più lui di una persona di sessanta anni. Più e meglio”.

La seconda rielezione di un presidente della Repubblica mette in ombra le vicende interne a un partito, il Pd, che non è riuscito a mettersi d’accordo, prima sul nome di Franco Marini e poi su quello di Romano Prodi?
“No, assolutamente no. Napolitano, però, era una delle proposte sul tavolo delle forze politiche parlamentari. Concluse le elezioni di febbraio, infatti, per prima cosa cosa si voleva convincerlo ad accettare la rielezione. Anzi, un anno fa si parlava addirittura di prolungare il mandato. Prima di arrivare a Napolitano, si sono seguite delle strade che il parlamento non ha ritenuto percorribili”.

Perché, però, il Pd non è riuscito nemmeno a mettersi d’accordo prima su Marini e con Prodi?
“Servono numeri molto ampi per eleggere un capo dello Stato ed è difficile mettersi d’accordo”.

Non crede però che il Pd abbia fatto una brutta figura?
“Non si può vedere solo la parte negativa. Guardando da un’altra prospettiva, possiamo dire, invece, che non è stato difficile trovare un’intesa su Napolitano. Punto. Io guardo al risultato. Quella di Marini, inoltre, era una soluzione condivisa con il centrodestra, quindi perché dare le responsabilità della non elezione solo al Pd. Marini aveva a disposizione oltre 700 voti che sono mancati, ma come si fa a dire da quale parte”.

Come sono, invece, i rapporti con Sel?
“Ognuno ha preso la sua strada e questo mi dispiace. Avevo creduto e fatto campagna elettorale per questa alleanza”.

Come mai il Pd crea alleanze che poi gli si rivoltano contro? E’ successo prima con l’Idv e ora con Sel.
“Sono due questioni diverse, però è vero, per due volte le alleanze non hanno funzionato”.

Perché?
“Non sono in grado di capire le intese, evidentemente qualcosa non è andato”.

Secondo lei il M5s resta una componente determinante per il paese?
“Se continua ad avere questi consensi elettorali, deve per forza svolgere un ruolo nella democrazia italiana”.

A Viterbo ci sono 14 candidati sindaco.
“Tutti combattono la casta, poi però alla prima occasione cercano di farne parte”.

Come prosegue la campagna elettorale del centrosinistra. La crisi nazionale del Pd avrà ripercussioni anche a livello locale?
“Ma quale crisi del Pd… “.

Beh, prima si è dimesso il segretario Bersani, poi il presidente Bindi, è difficile mettersi d’accordo… se non è crisi questa?
“Quando si è dimesso il papa non mi sembra si sia parlato di crisi della chiesa. Bersani ha riconosciuto che alcune delle sue proposte non andavano e ha fatto un gesto di tutto rispetto, anche se, per me, le colpe, se ci sono state, non sono state solo le sue. Ripeto, se si dimette il papa non è crisi, se invece lo fa il segretario di un partito allora lo è. Si tratta solo di un confronto che è previsto dalla democrazia. Il dibattito interno a uno schieramento non è un fatto negativo”.

A Viterbo come va la campagna elettorale?
“Bene. Abbiamo fatto le primarie e i tre candidati sono nuovamente in lista e in posizioni di primo piano. Serra è stato accorto e generoso ad aver accettato di guidare la lista del Pd, perché vuol dire che non solo ha fatto una bella campagna elettorale, ma che poi ha saputo gestire anche il risultato significativo che ha ottenuto”.

Cosa si aspetta dall’elezione di maggio?
“Che vinca Michelini e sono convinto che vincerà”.

Paola Pierdomenico


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