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– Creazione di posti di lavoro, maggiore sostegno al turismo, al termalismo, ma soprattutto collaborazione con i cittadini e con le associazioni.
Il candidato sindaco per Viterbo che lavora, Ugo Biribicchi presenta la sua ricetta per rinnovare la città.
Insieme a lui alcuni membri della squadra: Emanuele Paravani, Carla Silvana Sagula, Andrea Cruciani, Valeria Nardo, Angelo Magliocca, Francesca Filosa, Giuseppina Zoco e Gloria Altieri (fotogallery).
“Viterbo non è una città industriale – afferma Biribicchi – ma è una realtà positiva per il termalismo e per il turismo, e non si è fatto abbastanza per attingere fondi dall’Europa”.
Obiettivo, quindi, sfruttare l’unicità del territorio della Tuscia. “C’è bisogno – spiega – di progetti con l’Europa per poi affiancarli al privato con costo zero per il pubblico”.
Insomma cercare di puntare molto sul turismo, sulle bellezze del centro storico, sugli etruschi e sull’ambiente. Su questa base, sottolinea Biribicchi, “si possono creare occasioni occupazionali”.
D’altronde Viterbo che lavora si definisce anche Impresa sociale. “In realtà – spiega Biribicchi – sarebbe da intendersi Impresa e sociale. Impresa perché c’è bisogno di creare lavoro e il lavoro dà un contributo al sociale”.
“L’idea – afferma – è quella di cercare l’interazione con la gente e con le associazioni e cercare con loro di modificare la struttura che secondo noi non funziona. L’amministrazione ha bisogno di fatti”.
Per Biribicchi c’è la necessità di mettersi intorno a un tavolo e discutere, anche per la spinosa e mai risolta questione della chiusura del centro storico.
“Il problema – afferma – non è decidere se il centro storico debba essere chiuso al traffico o meno. Ma capire se chiuso può migliorare. C’è bisogno di mettersi intorno a un tavolo e concordare le cose”.
In occasione del 25 aprile a piazza del Comune “sono passate circa 400 auto in 5 minuti. A quale commerciante ha portato giovamento? Bisogna vedere e gestire. In una giornata come quella, per esempio, andrebbe chiuso”.
Altro punto cardine la sanità e tutte le strutture che sono a rischio taglio.
“Perché – affonda Biribicchi – non viene sfruttata una struttura come Villa Rosa, che ha già tutti i macchinari necessari e potrebbe assorbire le liste di attesa di Belcolle? O Villa Teresa o la Salus? Invece le strutture vanno a rischio di taglio.
La sanità – continua – ha un costo, ma se dobbiamo tagliare, tagliamo i rami che non servono. Non ha senso tagliare personale, diventa un problema. E secondo me il problema è delle amministrazioni perché non c’è la cultura dell’associazionismo”.
Il concetto è che se tutti i paesi e Viterbo collaborassero sarebbe più facile avere una voce in capitolo sul tema sanità anche a livello regionale.
“Consociativismo fra tutti. Questa è l’idea”.
In caso di ballottaggio alle elezioni? L’idea è chiara. “Recepiremo voti da chi condivide il nostro progetto. Se non siamo al ballottaggio vale lo stesso discorso. Siamo liberi, non schierati. L’appoggio va a chi sposerà le nostre idee”.
La squadra di Viterbo che lavora per Ugo Biribicchi sindaco
Valeria Nardo
Emanuele Paravani
Andrea Cruciani
Loreto Sensi
Francesca Filosa
Zefferino Pasquini
Edoardo Minelli
Angelo Magliocca
Gloria Altieri
Enrico Piovani
Carla Silvana Sagula
Simone Rosati
Carlo De Colle
Giuseppina Zoco
Laura Crisanti
Niccolina Todella
Mario Belli
Simone Nardo
Claudio Bernardini
Alessandro Poleggi
Pierino Bernardini



