![]() Marcuccio Marcucci |
(g.f.) – Il consuntivo è che fino all’ultimo a palazzo dei Priori si consuma il braccio di ferro tra il presidente del consiglio comunale Giancarlo Gabbianelli e quella che è (fu?) la sua coalizione e in commissione l’ennesima sceneggiata in salsa elettorale.
In commissione oggi il presidente non c’è, ma tanto dal Pdl quanto da Fratelli d’Italia gli puntano il dito contro, per una convocazione del consiglio sull’approvazione del consuntivo contro la volontà del centrodestra.
Gabbianelli si è attenuto alla lettera della prefettura in cui si intima l’approvazione del bilancio consuntivo. “Il prefetto – attacca Marcuccio Marcucci (Fratelli d’Italia) – ha dato venti giorni di tempo per l’approvazione e il termine scade il 2 giugno. C’era tutto il tempo senza tornare in consiglio negli ultimi due giorni di campagna elettorale”.
Marcucci si spinge anche oltre, pure la seduta di consiglio fissata per domani andrebbe annullato”. Alla fine non si annulla niente, in compenso è la seconda convocazione della commissione bilancio a finire un’altra volta con un nulla di fatto. Non c’è il numero legale e quindi la decisione o la patta bollente è rinviata al consiglio. Lasciando tutte le domande senza risposta.
“Il testo unico sugli enti locali parla chiaro – rincalza Giuseppe Talucci Peruzzi (Fdi) – per un argomento importante come il bilancio consuntivo devono trascorrere venti giorni obbligatori dalla presentazione all’approvazione”.
Votando domani non ci sarebbero. “C’è stata una forzatura da parte della presidenza del consiglio – asserisce Ottavio Raggi (Pdl) – si poteva discuterne pure il due giugno”. E se il capogruppo Pdl Roberto Bennati sceglie la via ecumenica di andare al voto e chiudere la pratica il prima possibile, dall’opposizione nessuno sconto. Si deve votare.
Con qualche differenza. Maurizio Tofani (Udc) trova strana la convocazione sotto elezione, mentre Roberto Talotta (Udc) si asterrà. Non reputa l’argomento fondamentale, rispetto al rischio per molti lavoratori di perdere il posto in strutture sanitarie a rischio chiusura.
Aveva chiesto la convocazione di una seduta, ma non se ne è fatto nulla.
Alla fine dei conti, alla spicciolata tutti i consiglieri se ne vanno. C’è pur sempre da chiedere in giro i voti. Domani mattina si torna in consiglio comunale, dopo la seduta andata a vuoto stamani.
Sarà un’altra giornata di grande politica.
