![]() Andrea De Simone |
Riceviamo e pubblichiamo – Il 24 maggio scorso Anaepa-Confartigianato Edilizia e le altre parti sociali hanno inviato una lettera al presidente del consiglio, Enrico Letta, per chiedere al nuovo Governo di intervenire con misure urgenti da attuare nei primi 100 giorni di attività per rimettere in moto il mercato delle costruzioni.
Settore chiave per la ripresa dell’intero tessuto economico nazionale, il comparto dell’edilizia sta patendo una crisi senza precedenti: 360mila posti di lavoro persi fino ad oggi e una diminuzione degli investimenti del 38% in cinque anni.
Il dati sono allarmanti sia dal punto di vista nazionale che da quello locale, basti pensare che, per quanto riguarda il panorama della nostra provincia, secondo i dati forniti dalla Cassa Edile di Viterbo, il numero di imprese attive registrate è passato da 1.138 dell’anno 2010/2011 a 1.003 di quello successivo, a fronte di un decremento delle ore lavorate passate, nello stesso periodo, da un totale di 4.011.563 a 3.164.009.
Per questi motivi occorre non soltanto agire in tempi brevi e con misure efficaci ma, al contempo, costruire le fondamenta per uno sviluppo più equo e sostenibile, rispetto al quale la filiera delle costruzioni possa tornare a esprimere tutte le potenzialità positive di un’industria le cui opere incidono fortemente sulla qualità della vita dei cittadini e sulla competitività del Paese.
“Da tempo abbiamo denunciato la gravissima situazione in cui verte l’edilizia italiana – spiega Andrea De Simone, segretario provinciale di Confartigianato –. Il settore, dal 2007 ad oggi, ha subito una grave perdita in termini di valore aggiunto con un indice negativo arrivato al -21,8%.
È urgente e quanto mai necessario l’incontro con il nuovo governo chiesto da tutte le parti sociali del sistema delle costruzioni per aprire un confronto serio e costruttivo con le istituzioni”.
I mutamenti degli scenari economici impongono cambiamenti strutturali profondi, per questo motivo tutte le associazioni di categoria si sono unite nella predisposizione di un documento contenente una serie di proposte operative in grado di assicurare la sopravvivenza di migliaia di imprese edili e rilanciare la crescita del Paese.
Dal rapido pagamento di tutti i debiti della pubblica amministrazione alle imprese al mantenimento della detrazione del 50% per gli interventi di ristrutturazione e stabilizzazione della detrazione del 55% per gli interventi di risparmio energetico, passando per la modifica del Patto di Stabilita interno; lo sblocco degli appalti nei piccoli Comuni; la riduzione del costo del lavoro in edilizia e la predisposizione di un programma di investimenti per le piccole e medie opere funzionali alla riqualificazione delle città, per gli interventi di edilizia scolastica e per la messa in sicurezza del territorio. Ecco alcune delle misure proposte più significative.
Confartigianato Viterbo
