Riceviamo e pubblichiamo – Aveva 84 anni il “prete degli ultimi” che aveva dato voce, conforto e speranza a chi era rimasto ai margini o fuori della società, fondatore della Comunità di San Benedetto al porto, ‘prete di strada’ da sempre al fianco dei più deboli, degli emarginati, degli ‘ultimi’.
Per questa sua scelta di vita e di vivere la sua fede cristiana subisce rimozioni e trasferimenti dai suoi superiori. Da quella curia che da sempre preferisce la nobiltà alla povera gente, la ricchezza materiale alla ricchezza spirituale, il potere e la sua gestione, alla pratica della povertà e della solidarietà per i poveri cristi.
Ma Don Gallo non si arrende. “La cosa più importante – diceva – che tutti noi dobbiamo sempre fare nostra è che si continui ad agire perché i poveri contino, abbiano la parola: i poveri – disse don Andrea Gallo – cioé la gente che non conta mai, quella che si può bistrattare. Ecco, per questo dobbiamo continuare a lavorare”.
Accanto ai poveri, sosteneva i diritti degli omosessuali e dei transgender, era promotore della liceità delle droghe leggere (nel 2006 fuma uno spinello in Comune a Genova), don Andrea era sostanzialmente anarchico, scomodo per la Chiesa e per il potere politico, leader spirituale e politico di giovani e meno giovani.
Lo ricordiamo schierato con i giovani durante il G8 del 2001 a Genova; lo ricordiamo schierato con il movimento No Tav.
Alla morte di Hugo Chavez ha celebrato per lui una messa, riconoscendone il forte impegno nel promuovere il riscatto dalla miseria in tutto il continente latinoamericano.
Già prima del nuovo papa Francesco chiedeva alla Chiesa di mettersi a disposizione dei poveri.
Sel ed il suo Gruppo consiliare per ricordarlo proporranno di intitolargli una piazza o una via o un bene pubblico nel territorio comunale di Civita Castellana.
Un abbraccio forte da tutte e tutti noi, caro don Andrea.
Circolo Sinistra Ecologia e Libertà “La lampadina” Civita Castellana
