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Donna drogata e rapinata

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Adrian Nicusor Saracil

Adrian Nicusor Saracil 

Alexandru Petrica Trifan, 20enne

Alexandru Petrica Trifan

Cosmin Petrut Oprea

Cosmin Petrut Oprea

Daniel Ionut Oprea, 25enne

Daniel Ionel Oprea

Arancia meccanica nella villa di Ausonio Zappa. Ma non solo.

Piovono nuove accuse sui ventenni condannati per l’omicidio del professore 82enne.

Il pm di Viterbo Paola Conti ha chiuso l’indagine “Scacco matto”, su una serie di furti a inizio 2012. Sei i colpi messi a segno, più due episodi di ricettazione e un’altra rapina. Stavolta a una donna di Vetralla.

Il fascicolo nasce da quello aperto sulla morte del professore, fondatore dell’Accademia di belle arti di Milano e Viterbo.

Nel registro degli indagati ci sono i quattro ventenni del massacro in casa Zappa: i pali Daniel Ionel Oprea (26enne) e Alexandru Trifan Petrica (21enne) e gli esecutori materiali del delitto Cosmin Oprea (20enne) e Adrian Nicusor Saracil (23enne). Più un quinto uomo: I. P., 31enne residente a Corchiano, anche lui romeno.

Furto, ricettazione, rapina e lesioni le ipotesi di reato. Che, però, non si spalmano ugualmente su tutti.

I fratelli Oprea sono finiti nell’inchiesta per due lettori dvd ricettati. I.P. è indagato per un unico furto di lettori dvd alla scuola media di Gallese. Li avrebbe rubati insieme a Saracil e Trifan, indagati per tutti gli episodi contestati, compreso il colpo in casa di una donna di Vetralla. E’ il fatto più grave tra quelli ipotizzati dal pm Conti. I due ventenni avrebbero fatto irruzione nell’abitazione della donna, per poi narcotizzarla e rapinarla. Succedeva il 15 gennaio 2012.

La padrona di casa sarebbe stata drogata con un tampone imbevuto di sonnifero. La reazione allergica la fece finire al pronto soccorso con una prognosi di dieci giorni. Trifan e Saracil le avrebbero strappato l’orologio da polso, portando via anche due computer, un navigatore e una catenina d’oro.

Pochi giorni dopo sarebbero tornati a colpire in due appartamenti a Monte Romano e Viterbo e in un’impresa edile a Bagnaia. Tre furti dal bottino ricco in meno di un mese, tra gioielli, attrezzi da lavoro e persino una Mercedes.

Altri due colpi furono denunciati da un bar e da una gelateria di Marta venti giorni prima della rapina in casa Zappa. Proprio da qui prende avvio l’indagine Scacco matto. La notte del 28 marzo 2012, dopo l’incursione dei quattro nella villetta di Bagnaia, il professore viene trovato in fin di vita. L’arresto scatta in poche ore. Ma l’accusa passa presto da rapina a omicidio volontario: Zappa muore all’ospedale Belcolle dopo dieci giorni di agonia.

I quattro vengono trovati in possesso di due proiettori rubati dal Paolo Savi di Viterbo e dall’istituto Anna Molinaro di Montefiascone. Da lì, gli inquirenti risalgono alla rapina di Vetralla e agli altri furti, tutti attribuiti al gruppo.

La sentenza per l’omicidio Zappa è arrivata un mese e mezzo fa. Il gup di Viterbo Salvatore Fanti ha condannato in primo grado Saracil e Cosmin all’ergastolo, Trifan a sedici anni e Daniel a dodici. Aspettano le motivazioni per fare appello. 

Quanto a “Scacco matto”, hanno venti giorni di tempo per decidere se depositare memorie o chiedere un interrogatorio.

Stefania Moretti

 


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