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Esonda il lago di Bolsena: campeggi chiusi, pontili distrutti e zero spiaggia

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Andrea di Sorte

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Spiaggia pubblica Il Guadetto

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Località Casetta delle Rose

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Spiaggia pubblica Il Guadetto

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Camping Il Lago

Camping Il Lago

Località Casetta delle Rose

Località Casetta delle Rose

Riceviamo e pubblichiamo – Caro direttore di Tusciaweb,

le chiedo di ospitare questo mio grido di allarme per dare voce e rappresentanza alle tante persone del settore turistico ricettivo di Bolsena che sono in grave difficoltà a causa del livello dell’’acqua alta del lago (fotocronaca).

È una situazione drammatica quella in corso in queste ore a causa del livello sopra la norma delle acque che, in aggiunta ai forti venti di questi giorni, sta arrecando seri danni alle strutture presenti da oltre cinquant’anni sul lungolago.

Campeggi chiusi e costretti a mandare via clienti, stabilimenti balneari con i pontili distrutti e senza più spiaggia per posare ombrelloni, ristoranti con vetrate rotte e a rischio chiusura.

Se a questo ci aggiungiamo che le strade a ridosso della riva sono impraticabili per via dell’e esondazioni frequenti e la stagione turistica è affossata dal maltempo, gli operatori del settore sono arrivati a un punto limite e sono pronti ad azioni eclatanti. Non è più possibile tollerare questo menefreghismo alle nostre spalle da parte della Regione Lazio e dell’’Ardis.

Quest’’ultima in particolare, che ha la responsabilità di tenere sotto controllo il livello delle acque, ha a suo tempo sottovalutato il problema e continua ancora oggi a sottovalutarlo. Questo metodo non possiamo più accettarlo.

Abbiamo fatto incontri con i dirigenti dell’’autorità di bacino e dell’Ardis che, qualche mese fa proprio a Bolsena, hanno promesso di aprire le bocchette del fiume emissario Marta ai massimi livelli per cercare di far abbassare il livello delle acque.

Ma questo non si è verificato perché l’apertura (fin’ora) è stata solo parziale. I lavori alla foce del fiume verso Tarquinia permetterebbero una fuoriuscita di sette metri cubi di acqua al secondo, che se non risolverebbe almeno attenuerebbe il problema e magari con l’’arrivo del sole e il conseguente fenomeno dell’’evaporazione aiuterebbe l’’abbassamento delle acque. Ma siamo ancora fermi al punto di partenza di qualche mese fa.

Lo stato delle cose è davvero drastico: dalle colline continuerà a scendere acqua anche quando le piogge saranno terminate, le previsioni metereologiche sono ancora critiche, il lago è altissimo. 

E le domande che tutti gli operatori del settore si stanno ponendo in queste ore sono: quale è la soluzione al problema? Cosa intendono fare le istituzioni regionali per far fronte all’’emergenza? È ancora opportuno continuare a pagare il demanio alla Regione? Chi paga i danni ai privati causati da questa malagestione?

Una gestione che da quando è passata da Viterbo a Roma ha subìto una significativa involuzione e se oggi ci troviamo a dover guardare il nostro lago che ci porta vie le nostre strutture senza poter far nulla è colpa anche di questa scelta scellerata che ha messo in mano un sistema delicato come il nostro a dirigenti pubblici pagati profumatamente coi nostri soldi, ma che da Roma si sono dimostrati inadeguati.

Spero vivamente che i nostri rappresentanti regionali, tutti, oltre a fare campagna elettorale nel capoluogo abbiano il tempo per informare il governatore Nicola Zingaretti e farsi un giro sul nostro lungolago e rendersi conto di quello che la Regione Lazio ha causato a tanti operatori turistici lacuali.

Vede direttore, la nostra economia si basa molto sul turismo e se oltre alla crisi ci aggiungiamo queste politiche distruttive allora siamo destinati a smettere di lavorare. Siamo arrivati a questo punto troppo in silenzio dando fiducia alle istituzioni più di quanto meritassero. Ora però portiamo il conto, e mi creda sarà molto salato.

Andrea Di Sorte
Assessore al patrimonio e decoro urbano del comune di Bolsena


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