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– Sarà incidente probatorio per tre dei cinque falsi ciechi smascherati dai Nas di Viterbo.
Il pm Paola Conti ha chiesto e ottenuto dai gip Franca Marinelli e Salvatore Fanti le consulenze preliminari di uno specialista.
Accertamenti volti a chiarire se i denunciati erano davvero affetti da una patologia agli occhi o se fingevano di averla, per intascare le indennità dell’Inps (il video che mostra i falsi ciechi in piena attività).
Per gli altri due il gip Francesco Rigato ha respinto l’analoga richiesta.
I fascicoli sono cinque, tutti distinti. Solo in un caso è già stato affidato l’incarico al perito: il dottor Bianchi, oculista, che nei prossimi sessanta
giorni stenderà la sua relazione, per poi illustrarla in aula a luglio.
Le indagini sono partite da una serie di acquisizioni di documenti negli uffici della Asl.
Dagli accertamenti dei Nas risulterebbe che i cinque conducevano una vita regolare e svolgevano attività incompatibili con la cecità assoluta.
Uno, per esempio, era maniscalco. Lavoro che, difficilmente avrebbe potuto fare, se affetto da cecità .
Un caso analogo era stato scoperto dalla finanza l’anno scorso. La falsa cieca, in questo caso, sarebbe stata una donna di 71 anni, poi sottoposta a perizia oculistica. Per gli inquirenti, avrebbe intascato indennità non dovute per 110mila euro. Tra una decina di giorni, il perito oculista che l’ha visitata esporrà le sue conclusioni davanti al giudice.


