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Fatture tarocche, chiesta proroga delle indagini

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Franco Fiorito

Franco Fiorito

Paolo Gianlorenzo

Paolo Gianlorenzo

L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis

Fatture false, chiesta la proroga delle indagini. 

Sulla vicenda del dossier anti-Battistoni, la procura non vede chiaro. Il pm Massimiliano Siddi ha chiesto una proroga di sei mesi per portare avanti l’inchiesta sulle fatture taroccate.

Due gli indagati. Uno è Franco Fiorito, ex capogruppo Pdl al consiglio regionale del Lazio. L’altro è Paolo Gianlorenzo, giornalista viterbese, direttore di un sito web.

Proprio su quel sito fu pubblicato il plico di fatture attribuite al gruppo regionale Pdl. Pagamenti di cene, soggiorni in alberghi, ma anche spese per immagine e comunicazione dagli importi artigianalmente modificati. Bastava aggiungere qualche cifra per cambiare esponenzialmente la somma liquidata.

Ed ecco che in un caso, secondo gli inquirenti e le denunce sporte da alcune società, 1200 euro sono diventati 12mila. Altre fatture – almeno sei, stando alle indagini – sarebbero state, invece, create ex novo da modelli standard. Quindi completamente false.

Il gruppo regionale Pdl ha sempre pagato l’importo originale. Proprio per questo, secondo i magistrati, l’unico interesse del falsificatore era quello di gettare fango sull’ex capogruppo Francesco Battistoni e su altri consiglieri. Il tentativo, nell’ottica degli investigatori, era quello di far passare come un fenomeno generalizzato lo sperpero delle risorse nelle casse del gruppo, con qualche attacco mirato qua e là.

Fiorito, com’è noto, è in attesa di giudizio a Roma per peculato. L’accusa è quella di aver intascato un milione e trecentomila euro di fondi del gruppo attraverso autobonifici sui suoi conti all’estero.

A Viterbo è indagato con Gianlorenzo per diffamazione, calunnia e falso. Per l’ex capogruppo, la procura di via Falcone e Borsellino avanzò una richiesta d’arresto, bloccata dopo qualche mese dal gip Francesco Rigato. Segno evidente che, per i pm viterbesi, c’erano tutti gli elementi per identificare il falsificatore nel federale di Anagni.

Quanto a Gianlorenzo, la difesa è perplessa. “Mi confronterò con l’avvocato Taormina – dichiara il legale del giornalista, Samuele De Santis -. Di certo, questa richiesta di proroga non ci convince, considerando il contributo che abbiamo già dato alle indagini. Pensavamo che questa inchiesta si sarebbe avviata verso l’archiviazione, almeno per noi. Dal settembre 2011 all’anno successivo, il tempo per indagare c’era. Quindi ci opporremo sicuramente alla richiesta di proroga”. 


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