![]() Chiara Frontini |
Riceviamo e pubblichiamo – Non faremo nessun tipo di apparentamento. Chi ha ritenuto che questo progetto potesse essere svenduto per un assessorato sbaglia di grosso. Questo lo lasciamo fare ad altri.
È tempo di scegliere un modo diverso di amministrare. Apparentandoci, sia nella coalizione di Marini che in quella di Michelini, avremmo ottenuto sicuramente un consigliere comunale in più, aumentando il nostro peso specifico in consiglio. Per noi questo non è il modo di fare politica: non è, e non lo è mai stato, una spartizione di poltrone. Lo dobbiamo ai nostri elettori e a chi ha creduto nella possibilità di un’amministrazione chiara, meritocratica e trasparente. Lo facciamo in nome di un percorso prospettico, lungimirante e coerente.
Basta con la vecchia politica che si pesa per poi trattare un posto in più. E chi avesse mai avuto il dubbio che le nostre potessero essere delle cosiddette “liste civette”, ora può fugarlo del tutto.
Viterbo ha bisogno di un governo deciso, compatto, con una visione mirata della città e non di inciuci che allargano la maggioranza rendendola debole e quindi ingovernabile, gli ultimi cinque anni di amministrazione credo ne siano stato un esempio abbastanza sufficiente per tutti. Perché se per qualcuno l’importante è fare l’assessore e garantirsi un posto, scambiando la politica per un ufficio di collocamento, noi abbiamo sempre ritenuto che i metri di giudizio debbano essere altri: non ciò che ci converrebbe di più politicamente, ma ciò che è meglio per la crescita e lo sviluppo di Viterbo.
Riteniamo anche che sia inutile sottoscrivere semplicemente dei punti, tanto vasti quanto generici, specialmente se si tratta di questioni che la vecchia amministrazione Marini non è stata in grado di affrontare a risolvere nei cinque anni appena trascorsi: bisogna capire l’agibilità politica e la fattibilità economica e progettuale per attuare quei punti. L’obiettivo, ma anche il percorso per arrivarci, tanto per essere più chiari.
Il nostro giudizio sull’amministrazione Marini resta pesante e netto: una gestione traballante, indecisa e incapace di affrontare i piccoli e i grandi problemi della città. Fallimentare, insomma.
E oltre a non aver raggiunto gli obiettivi, credo sia un modo di concepire la politica e l’amministrazione ormai obsoleto: basti pensare al triste mercato di figurine a cui stiamo assistendo in questi giorni.
Partendo da qui, resta da capire se ci saranno le condizioni per dare ai nostri elettori un’indicazione di voto sulla base della condivisione di un progetto di rinnovamento e di crescita, di rottura con un certo modo vizioso di amministrare, di trasparenza e partecipazione, di una visione della città che possa finalmente permettere alla città di Viterbo di recuperare il suo orgoglio e la sua dignità.
Chiara Frontini
