![]() Gianmaria Santucci |
![]() Filippo Rossi |
![]() Chiara Frontini |
– Parenti serpenti, ma non se ti apparenti, non se si tratta di apparentamenti politici. E’ tempo d’intese per i due candidati sindaco, in attesa del ballottaggio.
Tanto Giulio Marini quanto Leonardo Michelini tengono un profilo basso, ma le diplomazie sono al lavoro. Ieri Pdl, Pd, Oltre le Mura, Sel, Treta e quindi la Destra e Viva Viterbo hanno dato vita a riunioni interne per stabilire il da farsi.
Il più propenso ad accordarsi è per forza di cose Marini, essendo quello che deve recuperare il gap di dieci punti. Ma dentro il suo partito non tutti sarebbero d’accordo.
C’è chi teme l’effetto minestrone, troppo mescolamento di partiti, solo che lasciando tutto com’è, il pericolo è di rimanere all’asciutto. Ecco perché alla fine Marini gli apparentamenti li farà, con FondAzione di Gianmaria Santucci tanto per cominciare, ma pure con la Destra di Andrea Scaramuccia. E non saranno i soli.
Altre liste potrebbero unirsi alla grande famiglia del centrodestra.
Ieri all’incontro sono state decise le linee generali. Scontate. Ci si allea su base programmatica.
E se in zona Pdl danno l’intesa con Santucci molto probabile, ieri sera il diretto interessato, rubando l’idea a Bersani, in diretta streaming ha annunciato le condizioni di FondAzione per stringere un apparentamento: “Abbiamo stilato un documento in undici punti – spiega Santucci – chiediamo ai due candidati di esporsi.
Chi vorrà sottoscriverli avrà il nostro assenso, noi non ci nascondiamo, invitiamo anche gli altri a non farlo. La nostra è una proposta su base programmatica, per trovare un’intesa.
Del resto, se ci fossimo trovati da subito d’accordo ci saremmo alleati dal primo turno”.
Undici punti per un apparentamento entro venerdì, in tempo utile per poterlo sottoscrivere.
“Non ho incontrato di nascosto né Michelini né Marini – precisa Santucci – e la proposta di un assessorato non ci cambierebbe la vita, così come offerte prima o dopo.
Se ci vogliono si firma l’apparentamento, se non ci si vuole, staremo all’opposizione, ma nessuna proposta sottobanco”.
Piuttosto animato l’incontro di Viva Viterbo. E’ noto che la lista civica di Filippo Rossi raccoglie un ampio spettro politico che va oltre la destra e la sinistra e quindi ipotesi d’intesa accontentano qualcuno e scontentano altri.
Serviranno altri incontri per arrivare a una conclusione, nel frattempo pare che a Rossi proposte ne siano arrivate.
Ma la lista civica per valutare apparentamenti vorrebbe avere la garanzia di lavorare con una squadra di persone nuove, capaci d’esprimere il cambiamento a Viterbo. E il riferimento non è solo ai propri rappresentanti, ma pure a quelli degli eventuali alleati in giunta e non solo. Un’intesa doppiamente difficile. Dentro e fuori Viva Vitebo.
Per Michelini più probabile l’accordo con Chiara Frontini, ma il suo raggruppamento potrebbe anche virare verso sinistra, con uno sguardo anche ad altre realtà che non ce l’hanno fatta a entrare in consiglio comunale.
Le prossime ore saranno decisive.
Intanto però all’interno del Partito democratico la calma è solo apparente. Il primo turno per le comunali era una sorta di referendum per Giuseppe Fioroni. Esito incerto, visto che in consiglio comunale ha tra i suoi solo Luisa Ciambella e Aldo Fabbrini. C’è anche Alvaro Ricci, ma il vice capogruppo Pd per i voti ha fatto tutto da solo.
Un equilibrio poco “popolare” e molto precario. Poi c’è già chi pensa agli assessorati, dimenticando che c’è ancora un turno da vincere.
Se Alessandra Troncarelli diventa assessora, le altre donne a quanto pare non ci rimarrebbero troppo bene, così come la parte sposettiana (per quel che rimane).
Poi c’è Serra che non vedrebbe bene Zucchi in giunta e Treta, al quale un posto da assessore non dispiacerebbe e in tema di assessori, si torna a parlare di una possibilità anche per l’attuale segretario provinciale Pd Andrea Egidi. Ballottaggio permettendo.
Per ovvie ragioni non pensa alla giunta Marini. I suoi uomini sono ovviamente preoccupati, devono recuperare quei dieci punti percentuali che li separano da Michelini.
Talmente impegnati da non accorgersi che per loro, comunque vada sarà un successo.
Se dovessero perdere, in consiglio comunale si sentiranno comunque in buona compagnia, altro che in minoranza. Michelini ha pensato anche a questo, riuscendo a far eleggere Raffaela Saraconi, Maurizio Tofani, Goffredo Taborri e Marco Ciorba, tutti entrati in consiglio e tutti non esattamente di centrosinistra.
Giuseppe Ferlicca


