![]() Francesco Moltoni |
Riceviamo e pubblichiamo – Piena soddisfazione per l’imminente riconoscimento della Macchina di Santa Rosa come patrimonio immateriale dell’Unesco ma la storia che raccontano “illustri” rappresentanti dell’amministrazione uscente non risponde a verità.
L’amministrazione Marini, dopo aver bloccato Viterbo in cinque anni di nulla, sta manifestando in questa campagna elettorale il brutto vizio di fare propri meriti altrui. In queste ore succede con il riconoscimento Unesco ma non tarderanno ad attribuirsi il rifacimento della pavimentazione di Corso Italia (che sono stati capaci solo di mandare alla malora in breve tempo) e della realizzazione di piazza Unità d’Italia.
Non mi sarei mai sognato d’intervenire in questa campagna elettorale su temi che hanno a che fare con la più importante festa viterbese, quella di Santa Rosa. Considerando le falsità strumentali che leggo sui giornali è invece importante fare chiarezza. Quantomeno per onestà nei confronti dei viterbesi.
Il riferimento è alla “bella favola” raccontata dal candidato del Pdl Andrea Marcosano, che con le sue improprie dichiarazioni alla stampa attribuisce il merito dell’importante risultato conseguito da tutta la città, col prossimo riconoscimento della Macchina di Santa Rosa come bene Unesco, all’amministrazione del sindaco uscente Giulio Marini.
“Capisco che quando qualcuno non ha niente di concreto di cui vantarsi cerca di appropriarsi del lavoro degli altri. Si dovrebbe comunque avere il buongusto di riconoscere chi ha permesso a Viterbo di intraprendere il percorso che porterà a breve la Macchina di Santa Rosa a ottenere il riconoscimento dell’Unesco.
E’ il 2006 quando Moltoni si unisce ai rappresentanti delle città di Nola, Palmi, Sassari e Gubbio per mettere in piedi il difficile procedimento che, grazie al lavoro certosino della dottoressa Patrizia Nardi, autrice del progetto, oggi trova finalmente la sua conclusione positiva. Successivamente, sempre Moltoni, ha partecipato a Gubbio alla preparazione di quello che sarebbe divenuto il protocollo d’intesa delle città che condividono la tradizione delle cosiddette “macchine a spalla”. A seguire è sopraggiunta la firma di Nola. L’obiettivo di fondo dell’accordo consisteva nel promuovere queste specifiche tradizioni religiose e folcloristiche e conseguire l’ambito riconoscimento Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità. Un percorso lungo e faticoso ma che tra pochi giorni premierà le città che hanno deciso di crederci.
Il bel risultato sarebbe merito di Marini? Non credo proprio. Addirittura, proprio nei primi anni di amministrazione dell’attuale sindaco uscente, ho ricevuto una telefonata dai responsabili del progetto che lamentavano il totale disinteresse del Comune di Viterbo al procedimento in atto. Disinteresse poi superato per le pressioni di alcuni consiglieri comunali e del Sodalizio dei Facchini.
Quindi mentre altri si occupavano dei “fustini del Dash” c’era chi lavorava seriamente per dare risultati concreti alla conoscenza di Viterbo nel mondo e che oggi può legittimamente dichiarare la propria soddisfazione per il risultato raggiunto, nonostante tutto. E’ importante questo mio intervento non per avanzare meriti miei (che infatti, fino ad oggi, non avevo rivendicato) ma per sottolineare l’impudenza di chi, non avendone alcuno, trova il modo di attribuirseli impropriamente.
Francesco Moltoni
candidato di Oltre le mura per Leonardo Michelini sindaco
