- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Il piano regolatore sociale c’è già ma non funziona

Condividi la notizia:

Raffaella Valeri

Raffaella Valeri

Riceviamo e pubblichiamo – Peccato che il piano regolatore sociale esiste da appena diciotto anni nella nostra regione.

Fratelli d’Italia non si è inventato niente, anzi, Mauro Rotelli (già assessore ai Servizi sociali del Comune di Viterbo) e Paolo Bianchini (assessore alle Politiche sociali della Provincia di Viterbo) dimostrano di non avere fatto quello che avrebbero dovuto fare nel corso del proprio mandato politico-amministrativo.

Gli cambiano nome, lo chiamano piano regolatore sociale e lo presentano come una sorprendente novità. Invece è obbligatorio nella Regione Lazio sin dal 1996 (legge numero 38 del 1996) con il nome di “piano socio-assistenziale regionale” e deve contenere i piani di zona per ciascun ambito territoriale.

Proprio quello che oggi viene presentato come una novità, frutto di una speciale sensibilità sociale di Fratelli d’Italia, è quello che gli assessori competenti avrebbero dovuto elaborare nei modi imposti dalla legge.

L’articolo 46 della legge 38 del 1998 prevede che il piano socio-assistenziale regionale sia predisposto dalla Giunta regionale, con il concorso delle province, della città metropolitana, dei comuni, singoli o associati, delle aziende unità sanitarie locali, sentite le organizzazioni sindacali, con il concorso degli enti privati, delle cooperative sociali, delle organizzazioni di volontariato che esercitano attività nel settore socio-assistenziale a livello regionale.

Ebbene, da circa venti anni è previsto ma se ne sono accorti adesso, in campagna elettorale. E’ la legge a richiedere da circa venti anni la rete e la collaborazione tra enti che oggi i nostri ex amministratori dei servizi sociali dicono indispensabile e si ripromettono di promuovere… bontà loro!

Il piano di zona per Viterbo, quello del 2011 è l’ultimo ad essere stato redatto, avrebbe dovuto contenere un’analisi completa dei dati in ordine all’esistente (asili nido sino, adolescenti, disabili, anziani, dipendenza da droghe, alcool…), quindi l’individuazione degli obiettivi da perseguire (programmazione), infine le modalità integrate di intervento coordinando le istituzioni (Asl, Comuni, servizio scolastico) e gli enti privati (rete delle associazioni).

Nulla di tutto ciò è stato fatto. Con ciò tradendo la fiducia dei cittadini e dimostrando mancanza di rispetto per la comunità che il politico rappresenta.

Raffaella Valeri
“Viterbo Bene Comune”


Condividi la notizia: