![]() Tiziana Mancinelli |
![]() Danila Annesi |
![]() L’incontro di Michelini “Oltre le barriere” |
![]() Alvaro Ricci (Pd) |
Riceviamo e pubblichiamo – Sono 164 le donne uccise nel 2012 e già 36 quelle fino ad aprile 2013.
Morte di maggio, cadute in cinque solo nei primi giorni del mese delle rose, quando tutto fiorisce e niente muore. E allora che c’entrava far morire di morte violenta due donne e tre ragazze, e far morire di nuovo la speranza di tutte le altre donne, e farle sentire così stanche di essere ammazzate, o di dover contare quelle che sono state ammazzate al posto loro. Ilaria, Alessandra, Chiara, Maria, Letizia, uccise tra il 2 e il 3 maggio.
Quasi tre al giorno, adesso, piuttosto che una ogni tre giorni, come prima, o forse una ogni due, e forse un po’ di meno, e invece no, di più, molto di più.
Creature ammazzate solo perché indossavano un corpo femminile, qualcosa che in qualcuno ha ispirato l’istinto predatorio, la gelosia, la rabbia, il desiderio, la giurisdizione del possesso. Creature ammazzate nella loro casa, dove avrebbero dovuto sentirsi più al sicuro. Creature smaltite come gatti morti in un campo, in mezzo a una strada, nella profondità di un pozzo o chissà dove.
Ma non esiste solo il femminicidio come fenomeno dirompente, esiste lo stupro semplice, di gruppo, esiste il mobbing familiare e domestico, esistono situazioni drammatiche che portano le donne a compiere gesti inconsulti.
Prendiamo il caso della giovane 24 rumena, che a Viterbo a abbandonato il proprio bambino in un cassonetto e poi ricoverata per grave emorragia.
Il primo pensiero è: come può una madre fare un gesto simile? Però soffermiamoci anche su quella donna. Quanto era sola, in quali mano maschili era caduta, sapeva a chi rivolgersi per chiedere aiuto? Aspettiamo prima di condannare. Ma intanto cerchiamo di agire.
Cosa hanno fatto le istituzioni finora? Poco o niente. E se è verosimile che non saranno le leggi ad arrestare questi crimini è altrettanto vero che è assolutamente necessario che la politica faccia, al di là delle misure repressive, molto di più per educare gli uomini, per far crescere una nuova mentalità tra loro, un nuovo modo di interagire con le loro compagne, mogli, amanti, figlie, amiche. La nostra realtà non brilla neanche nel campo delle parità.
Secondo il Global Gender Gap 2012, l’Italia è passata dal 74esimo all’80esimo posto, dopo Bangladesh, Ghana e Perù. Addirittura al 101esimo posto per partecipazione economica e opportunità. Il nostro paese ha il più basso tasso di occupazione femminile, facciamo peggio di Romania e Bulgaria.
Noi donne Viterbesi candidate del PD , vorremmo essere di supporto personalmente per queste donne e farle appoggiare da un legale, per chi non ne avesse la possibilità. Inoltre proporremo di aiutare tutte le associazioni che nel nostro territorio lo fanno con il volontariato. Pensiamo per esempio al Centro Antiviolenza Erinna, al loro lavoro, e alle loro fatiche, supportate a stento o quasi mai dalle istituzioni.
Vorremmo altresì che il Comune si costituisse parte civile in ogni caso di stupro accaduto nel nostro territorio. Quando ero Consigliera di Parità alla Provincia di Viterbo, fu approvato un emendamento votato all’unanimità proprio per lo stesso scopo, per tutte le donne della Provincia.
Incontreremo le donne della casa famiglia presente a Viterbo e con loro inizieremo un dialogo e un percorso condiviso
“Una impresa possibile”. Si può fare!
Daniela Bizzarri
Candidata Partito democratico
Riceviamo e pubblichiamo – Viterbo: “Una Città moderna che valorizza la storia”. E’ questa la mia visione di questa città, un centro urbano consapevole del valore e dell’importanza che ha un ambiente salubre, un modello di mobilità economico, non inquinante e non impattante sul nostro verde e sui nostri edifici storici, una Città che sappia realizzare spazi a misura d’uomo, creare occupazione.
In una sola parola: una città moderna, una città in cui si vive bene. Una città che si decida finalmente ad aprire le sue porte al mondo esterno, per esportare il raro connubio perfettamente riuscito tra il verde incontaminato dei nostri luoghi e le suggestive architetture medioevali espressione della sua importante storia.
Una città che collochi nel suo meraviglioso centro medioevale il cuore della sua modernità, attrezzandolo per renderlo nuovamente il baricentro della vita cittadina, soprattutto nella sua dimensione culturale e sociale, renderlo attraente per turisti e viterbesi, affinché ognuno di loro non si stanchi mai di ritornare in questo quartiere medioevale a scoprire ogni giorno un nuovo angolo di questa straordinaria città, adeguatamente valorizzato.
Una visione, la mia, che sta prendendo forma con le azioni e i progetti messi in campo dall’amministrazione uscente del sindaco Giulio Marini nella seconda parte del suo mandato elettorale, quando, dopo aver risanato le società partecipate con grande impegno di risorse ed energie, è stata avviata un’azione di grande trasformazione della città e nel modo di gestire i suoi servizi.
Viterbo sarà presto una città nuova. Lo sarà grazie al progetto Plus che ci consentirà di realizzare da qui al 2015 numerose opere pubbliche grazie ai 13 milioni di euro che l’amministrazione uscente ha portato nel bilancio comunale partecipando a un bando regionale. Forse il finanziamento più grande che Viterbo abbia mai ottenuto nella sua storia, in un momento in cui il governo taglia risorse a tutti gli enti locali, compreso il nostro.
A breve vedremo già partire i lavori della prima opera: l’ascensore di collegamento tra Valle Faul e piazza San Lorenzo che, una volta completato, ci permetterà di raggiungere una delle parti più belle del nostro quartiere medioevale, San Pellegrino e il Duomo, in pochissimi istanti senza auto.
Un ascensore che è il simbolo della rivoluzione che sta avvenendo, della visione che abbiamo di un centro storico di qualità senza auto e facilmente accessibile. Il cambiamento di questa città è già iniziato, è un treno in corsa che avvistiamo prima piccolissimo in lontananza, per poi vederlo ingigantirsi mentre si avvicina, un treno che deve arrivare assolutamente a destinazione.
Ogni grande processo di sviluppo di un territorio avviene in maniera lenta e silenziosa nelle sue battute iniziali, per poi manifestarsi in tutta la sua portata quando tutte le azioni, gli interventi e le modifiche progettate, iniziano a entrare a regime e a produrre i loro effetti, incastrandosi tra loro come si fa con i pezzettini di un puzzle, che una volta completato ci restituisce l’immagine che cercavamo, all’interno della quale ogni tassello e ogni incastro rivela il suo ruolo e il suo significato.
Quando tutte le azioni intraprese nella seconda metà del mandato elettorale che sta per concludersi inizieranno a produrre i loro effetti, ci accorgeremo che questa città è cambiata veramente: l’introduzione di bus ecologici, la ridefinizione del trasporto pubblico urbano, l’estensione della raccolta differenziata a tutta la città, l’illuminazione pubblica meno costosa e non inquinante, tutte le opere in cantiere del progetto Plus che ci daranno da qui al 2015 nuove aree, parcheggi, edifici riqualificati, infomobilità comunale e rete wireless, piste ciclabili, il recupero di complessi importanti come le ex scuderie papali in area Sallupara, ci stanno raccontando la storia di una Città che sta cambiando.
L’adozione del piano dell’ornato cittadino in quest’ultimo anno per regolare d’ora in poi gli interventi sugli edifici di interesse storico perché non vengano deturpati nel loro stile originario, l’avvenuta installazione di telecamere per scongiurare atti di vandalismo, quella dei varchi elettronici per controllare in modo più puntuale il transito dei veicoli nel centro storico, sono segnali di una rinnovata mentalità, di un interesse verso il centro storico, di un’attenzione che dovrà, tuttavia, ancora crescere molto nei prossimi anni per tutelare e promuovere come merita quello che considero il nostro più grande tesoro.
Questa città sta già cambiando. Lo sta dimostrando pensando per la prima volta a creare nuove strutture termali. Dopo anni di completo abbandono, uno dei più grandi impianti che insistono su questo territorio, le ex Terme Inps, detenute finora dalla Regione Lazio, torna ad essere per il 50% di proprietà del Comune di Viterbo grazie a un’azione forte intrapresa dall’amministrazione uscente per recuperane la titolarità e poterle finalmente rimettere in funzione, cosa che avverrà con l’affidamento a privati in possesso delle ingenti risorse necessarie a recuperare l’imponente immobile e il suo immenso parco e adibirlo nuovamente all’attività termale.
Accanto alle ex terme Inps vedremo sorgere un altro impianto in prossimità dell’Oasi, per il quale il Comune ha da poco concluso la conferenza dei servizi.
In via di approvazione anche le terme al Paliano e, infine, un altro impianto sorgerà in zona Zitelle, il progetto Itet. Queste strutture si aggiungeranno a quelle già esistenti: le Terme dei Papi e il Pianeta Benessere, e rinnoveranno profondamente il quadro del nostro termalismo, una parola che potrà finalmente riempirsi di contenuti concreti: sviluppo e occupazione. Molte sono le azioni avviate, molto altro ancora c’è da fare.
Il mio impegno sarà quello di far si che questo processo di cambiamento, iniziato in solitudine da un’amministrazione provata da mille difficoltà di ogni genere, impegnata ad affrontare ogni giorno nuove problematiche e sfide sempre più proibitive in un contesto di riferimento della pubblica amministrazione in continua evoluzione verso una sempre maggiore complessità gestionale, giuridica e finanziaria, possa aprirsi nei prossimi anni alla cittadinanza, perché essa possa partecipare a questa trasformazione e contribuire in maniera attiva a disegnare le linee di sviluppo di questa città.
Credo che nella nostra società civile risiedano le forze più importanti del rinnovamento di cui abbiamo bisogno. Le idee, il pensiero, l’impegno e l’amore che ogni giorno ogni cittadino mette nelle proprie attività quotidiane, nel coltivare i propri interessi e le proprie passioni, nell’immaginare una Città sempre più bella e funzionale, sono, a mio avviso, i veri fattori che possono spingere la politica a migliorarsi e a migliorare sempre di più il contesto urbano in cui viviamo.
Tiziana Mancinelli
Candidata al consiglio comunale di Viterbo – Popolo delle Libertà
Riceviamo e pubblichiamo – Il responsabile provinciale di Lega Italia, Danila Annesi, nel ricordare come quella odierna sia la giornata dedicata alla lotta alla pedofilia, piaga sociale diffusa più di quanto si possa pensare, invita tutti ed, in particolare, coloro che operano in ambienti frequentati da minori, scuole, comunità di qualsiasi genere, famiglie a ripensare a questo grave problema e ad essere sempre pronti, senza timore alcuno, a segnalare a chi di competenza anche i minimi segnali che potrebbero ricondurre allo stesso.
Saranno poi le autorità preposte ad indagare. Mai essere superficiali ad ascoltare quei segnali che i bambini e ragazzi ci lanciano.
Danila Annesi, la quale non smetterà mai di lottare contro la pedofilia e pedopornografia, nel suo piccolo, ha organizzato conferenze, eventi, in provincia di Viterbo, con cui denunciare questa gravissima realtà che, economicamente, rende quanto, se non di più, del commercio di droga e di armi; ha sempre inserito la difesa dei minori tra i punti dei suoi programmi elettorali, ultimo in quello per le amministrative comunali a Viterbo, dove è presente nelle lista de La Destra.
Questo, non perché si voglia speculare sul problema, ma perché soltanto con leggi forti, che puniscano in modo esemplare i pedofili, indipendentemente dagli ambienti in cui sono presenti, e quanti si arricchiscono con questa tragica realtà, si potrà porre fine ad essa. E soltanto la politica potrà fare ciò.
Danila Annesi
Segretario provinciale Lega Italia e candidata lista La Destra comunali di Viterbo 2013
Riceviamo e pubblichiamo – Leonardo Michelini, candidato a sindaco di Viterbo, ha partecipato sabato 4 maggio all’incontro “Oltre ogni barriera”, con i cittadini del quartiere Carmine per parlare di nuove idee per le politiche sociali.
All’iniziativa hanno partecipato più di un centinaio di persone e sono intervenuti, insieme a Michelini, i candidati del movimento civico Oltre le mura Federica Miralli, Marco Ciorba e Deborah Giovagnoli.
“Iniziamo dalla periferia ad occuparci delle barriere che emarginano intere fasce di popolazione – ha detto Marco Ciorba -. La crisi si abbatte con più violenza su chi è più debole, su chi è diversamente abile, sugli immigrati, su chi ha perso il lavoro. Il comune non è un ufficio di collocamento ma può generare lavoro con una sana programmazione territoriale tesa a valorizzare le ricchezze, naturali, culturali e storiche della città.
Un primo passo può essere il trasferimento a Viterbo della Sopraintendenza per i beni archeologici dell’Etruria meridionale. Un passo che genererebbe lavoro. La priorità è consolidare la filiera cultura-turismo e sviluppo economico”.
A presentare la sua candidatura anche Federica Miralli, ex presidente dell’Ente nazionale sordi. “In questi anni ho visto troppe chiacchiere e zero fatti – ha detto Miralli -. Questa volta mi sono detta che basta subire, basta sentirsi dire che non ci sono soldi. Questa volta partecipo e mi impegno in prima persona per far sì che le associazioni, spesso unica garanzia di tutela di alcuni diritti, vengano finalmente ascoltate e coinvolte in un nuovo metodo di gestione e di amministrazione.
A Viterbo mancano tanti servizi. Per esempio quello dell’assistenza alla comunicazione, o di spazi comunali in cui favorire l’integrazione dei disabili. Io conosco le barriere e so cosa serve per superarle, per questo mi candido”.
“Ho scelto di stare con Leonardo perché so che con lui le associazioni sportive, importanti luoghi di aggregazione e socialità, saranno finalmente ascoltate – ha aggiunto Deborah Giovagnoli”.
Poi è intervenuto Michelini, sottolineando quale sia il punto di partenza della sua proposta per la città, cioè l’ascolto dei cittadini e delle associazioni.
“Sono colpito dalle vostre parole – ha commentato il candidato -. E’ fondamentale che ognuno di voi non rinunci alle proprie sensibilità. Le sensibilità sono ricchezze e costituiscono la forza della nostra proposta elettorale. Ascoltarle è il nostro punto di partenza.
Mettendo insieme le nostre sensibilità e le nostre competenze creeremo un progetto nuovo ed efficace. Dobbiamo riscoprire il significato dell’ascolto e da lì ripartire per capire quali sono i problemi e i disagi veri, per poi trovare adeguate e concrete soluzioni”.
All’incontro hanno partecipato anche due interpreti della Lis, la lingua dei segni italiana.
Comitato per Leonardo Michelini sindaco
Riceviamo e pubblichiamo – Il quartiere Santa Barbara è rappresentativo delle problematiche che affliggono Viterbo. Dimenticata dall’amministrazione e ridotta a dormitorio, la zona è stata totalmente abbandonata a se stessa per troppo tempo.
Lo sa bene Fabrizio Lupino, il 42enne, dipendente Enel, candidato nella lista di FondAzione a sostegno di Gianmaria Santucci sindaco: “Ho scelto di dare il mio contributo a sostegno della squadra presentata da FondAzione perché credo fermamente nel progetto del nostro candidato sindaco. Vivo, insieme alla mia famiglia, a Santa Barbara, un quartiere abbandonato al degrado e all’incuria. Non è ammissibile né giustificabile lo stato in cui è ridotta questa zona.
Strade invase da pericolose buche, aree verdi assolutamente incolte, assenza di un valido ed efficiente sistema fognario, inaccessibilità della zona causata da un irrazionale sistema di sensi unici. E ancora, un polo sportivo, che di per sé sarebbe un tesoro per il quartiere, abbandonato e per nulla sfruttato nelle sue potenzialità e l’assenza, inappropriata visto l’alto tasso demografico del quartiere, di una scuola elementare. Questi sono i problemi di S. Barbara: disagi che chiunque viva o lavori nel quartiere conosce bene e con i quali si sente ormai rassegnato a convivere. Ho deciso di agire concretamente per invertire lo stato dei fatti, ho deciso di mettere il mio impegno a sostegno di FondAzione in rappresentanza di S. Barbara e di tutti i cittadini abbandonati a loro stessi dall’incuria amministrativa perché credo in un progetto che restituisca splendore al mio quartiere.
Il programma di FondAzione non è fatto di promesse elettorali destinate a far leva sui problemi per poi dimenticarsi di chi questi disagi li vive quotidianamente: lo scopo della nostra squadra è affrontare i problemi reali della città e di risolverli a partire da una pianificazione economica che sia ben salda sui criteri di fattibilità e assenza di sprechi. È possibile sistemare il manto stradale cittadino, così come si può provvedere a un impianto fognario che impedisca di dover chiamare l’Antispurgo ogni volta che piove. Si può restituire dignità a un quartiere che, ben lontano dall’essere un semplice dormitorio, ha molto da offrire se sostenuto. Le attività commerciali, che al momento soffrono nella lotta continua per la sopravvivenza, potrebbero rappresentare uno spunto per la riqualificazione di Santa Barbara.
Noi portiamo avanti idee concrete e voglia di cambiamento e con l’aiuto di tutti possiamo raggiungere i nostri obiettivi. È possibile tornare a essere la splendida città che eravamo prima che l’incuria amministrativa ci abbrutisse tanto”.
FondAzione
Riceviamo e pubblichiamo – Un aperitivo con Alvaro Ricci. L’appuntamento è fissato per sabato 11 maggio presso il Due Righe Book Bar (via Pietra di Pesce, vicino piazza San Carluccio).
Dalle 11,30 il candidato del Partito Democratico, a sostegno della candidatura a sindaco di Leonardo Michelini, incontra i giovani viterbesi per un confronto sui temi centrali per il rilancio e lo sviluppo di Viterbo.
“Questo appuntamento, aperto a tutti, mi sta molto a cuore perché non l’ho convocato in prima persona – dichiara Ricci -. Sono stato chiamato da un gruppo di ragazzi a incontrarli e gli stessi hanno pensato di diffondere l’invito a tutti i cittadini. Sono segnali positivi, di soddisfazione personale ma anche di buon auspicio per l’importante sfida elettorale che andiamo ad affrontare. Sono convinto – prosegue Ricci – che Viterbo abbia bisogno di un cambiamento. Michelini rappresenta la scelta giusta, capace di aggregare e di organizzare una squadra che, se i viterbesi vorranno, è chiamata a un compito duro quanto stimolante”.
La città esce da cinque anni di abbandono nei quali in tanti si sono chiesti se sia stata realmente amministrata, e il degrado non è soltanto nelle strade e nelle piazze, ma anche nel tessuto sociale, in quello economico – lacerato dalle mille occasioni buttate al vento – e nella mentalità.
“Magari non tutto può essere imputato a Marini – precisa Ricci – diciamo che è fisiologico un crollo delle prestazioni dopo tanti anni di amministrazione monocolore. Comunque quello che ci interessa è parlare insieme della città, per trovare soluzioni ai problemi e per individuare problematiche che magari ci sfuggono”.
Ricci si è battuto, nella veste di vicecapogruppo del Pd in Consiglio Comunale, negli ultimi cinque anni contrastando le politiche sbagliate della giunta Marini. Da ricordare il caso Itet, dove l’opposizione è riuscita a spaccare la maggioranza scongiurando decisioni che rischiavano di compromettere lo sviluppo della Viterbo termale e di assegnare alla cementificazione selvaggia le pendici della Palanzana. Un’opposizione dunque capace di essere dura e determinata, ma anche di giocare un ruolo propositivo per la città.
Partito democratico




