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Longa Manus, sessanta parti civili

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Fernando Fumagalli

Fernando Fumagalli

Valdo Napoli, ex assessore all'Ambiente al Comune di Montefiascone

Valdo Napoli, ex assessore all’Ambiente al Comune di Montefiascone

Il segretario generale Luciano Carelli

Il segretario generale Luciano Carelli

– Longa Manus, ancora un rinvio.

Non riesce a partire il processo sul presunto smaltimento illecito di 23mila tonnellate di rifiuti nella Tuscia.

Ieri un nuovo rinvio – a luglio – per problemi di notifica. Un’istruttoria che non decolla ancora, a distanza di sei anni dai fatti contestati e a ridosso della prescrizione (dicembre 2014).

Gli imputati sono quattordici, tra cui l’ex sindaco di Montefiascone Fernando Fumagalli, prima prosciolto e poi trascinato di nuovo in tribunale. Deve rispondere di corruzione e falso ideologico. Nel mirino della procura, il servizio di riscossione della Tarsu e pulitura delle strade alla società Geseco, in cambio dell’assunzione di alcune persone. Quattro spazzini indicati dal comune per quattro mesi. Gli stessi fatti sono imputati anche all’ex assessore all’Ambiente Valdo Napoli e al segretario Luciano Carelli.

L’accusa di smaltimento illecito di rifiuti ricade, invece, sui vari imprenditori legati alle società a vario titolo coinvolte: Bruno Mancini, titolare della discarica di Tuscania, Angelo Bologna, amministratore del gruppo Econet-Sieco, Antonio Sini, amministratore della Consit Scarl, Luigi Giuseppe Ferri, amministratore e responsabile tecnico della Sap, Massimo Jandolo, direttore tecnico del gruppo Econet-Sieco; Fabio Boni, addetto commerciale del gruppo Econet-Sieco, Giuseppe Bologna, amministratore della Econet-Sieco, il responsabile logistico della Sieco Fabrizio Turchetti. Imputate anche le tre società.

Ancora in bilico la posizione di Sandro Leonardi. L’ex vicesindaco di Montefiascone fu assolto con rito abbreviato, ma la procura ha fatto ricorso in appello. L’udienza non è ancora stata fissata.

Sessanta le persone che hanno intenzione di costituirsi parte civile. Quasi tutte fanno parte dei comitati anti-discarica di Tuscania. Chiedono due milioni di euro di risarcimento.

 


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