![]() Leonardo Michelini |
![]() Il sindaco Giulio Marini |
(p.p.) – Apparentamento si, no, forse…
Tra due settimane Viterbo deciderà il suo sindaco. Lunedì scorso, la sfida a 14 si è ridotta a due con Leonardo Michelini che l’ha spuntata al primo turno sul sindaco uscente Giulio Marini. A dividerli undici punti in favore del candidato del centrosinistra. Entrambi sono già al lavoro per le strategie e le alleanze prima del 9 e 10 giugno.
L’ipotesi dell’apparentamento non sembra sfiorare Michelini che si affida più alle percentuali ottenute. Marini, invece, lavorerà proprio per ampliare le alleanze intorno alla sua coalizione.
“Non so ancora come gestirò queste due settimane – dice Michelini -. Sicuramente contatterò tutte le persone incontrate in questi giorni per confermare il loro sostegno e convincerle ancora di più”.
In che modo?
“Già ne ho convinte non so quante, e quindi proverò solo ad aumentarle”.
Come crede di averle convinte?
“Con un progetto credibile per Viterbo. Continuerò sulla stessa strada. Finora qualcosa mi sembra di averla azzeccata, no?”.
E’ intenzionato a fare apparentamenti?
“Non ho ancora esaminato questa possibilità: Non so se li faremo. Andiamo avanti per la nostra strada, seguendo le indicazioni degli elettori”.
Il fatto di avere un possibile gruppo consiliare disomogeneo con pezzi di centrodestra, esponenti renziani, fioroniani e panunziani, la preoccupa?
“C’è la mia lista civica ed esponenti del Pd che fanno riferimento al partito, non mi sembra che i renziani siano fuori. Tutti hanno votato per me in maniera compatta e quindi non vedo il problema. Sono molto ottimista e non ho pregiudizi per nessuno, ma solo pensieri positivi”.
Pronto alla “gara di ritorno”. Giulio Marini. “Lavorerò per allargare il nostro territorio politico e cercherò di illustrare meglio quello abbiamo e stiamo realizzando. Portiamo avanti lo slogan “Per cambiare, non cambiare”. Davanti a noi ci sono due settimane per riorganizzare le forze, dare il meglio e dimostrare che Viterbo desidera proseguire sulla strada del cambiamento. Quello vero e per il quale abbiamo lavorato. Dall’altra parte, invece, si è solo restaurata la gestione del potere che c’era in passato”.
Farete apparentamenti?
“Abbiamo un po’ di tempo per prendere in considerazione questa possibilità e la valuteremo”.
A chi vi rivolgerete?
“Vediamo. Ascolteremo le diverse parti. C’è chi si è già reso disponibile, ma finché non c’è ufficializzazione, aspettiamo a parlare”.
L’errore più grande del centrodestra in questa prima fase?
“Paghiamo le difficoltà economiche dovute al patto di stabilità e ai tagli dello stato. I cittadini non si rendono direttamente conto delle difficoltà finanziare di un’amministrazione e chiedono solo risposte”.
Quale sarà la sua arma in più?
“La possibilità di aggregare forze politiche più ampie. Lavorerò per questo”

