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“Non smettiamo di cercarle”

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L'avvocato Enrico Valentini

L’avvocato Enrico Valentini 

Paolo Esposito

Paolo Esposito 

Tatiana Ceoban, la 36enne moldava scomparsa

Tatiana Ceoban 

Elena Ceoban, la figlia di Tatiana, scomparsa insieme a lei

Elena Ceoban 

“Cercare Tatiana ed Elena è l’unico modo per conoscere la verità”. 

Ne è convinto l’avvocato Enrico Valentini. Il difensore di Paolo Esposito non si rassegna alla verità processuale che inchioda l’elettricista gradolese.

Il compagno di Tatiana Ceoban è in carcere dall’estate del 2009 con l’accusa di aver ucciso lei e la figlia Elena e averne poi nascosto i corpi. I giudici di primo e secondo grado gli hanno dato l’ergastolo. Ma Valentini rimarca come entrambi i processi non abbiano dato risposta a una domanda fondamentale: dove sono Elena e Tatiana?

“Ormai nessuno si occupa più di loro – afferma l’avvocato -. Come, del resto, non c’è più nessun interesse nei confronti di Paolo Esposito. Va bene così: è stato trovato un colpevole da condannare all’ergastolo. Il caso è risolto e chiuso. Ma per noi no”.

L’anniversario della scomparsa di madre e figlia – il quarto – cadeva proprio ieri. E’ il 30 maggio 2009 quando, a Gradoli, si perde ogni traccia di Tatiana ed Elena Ceoban. La bambina ha 13 anni, la madre 36. Sono moldave, ma vivono a Gradoli da anni. Dopo otto mesi di indagini e uno di processo, Paolo Esposito e la compagna Ala Ceoban, sorella di Tatiana, vengono condannati all’ergastolo per duplice omicidio e occultamento di cadavere. Solo per Ala, la pena si riduce a otto anni in appello. Ma il processo, per Valentini, non è la fine. 

“Non è finito niente. Resta ancora vivo il dolore di due famiglie. Sicuramente quello della madre di Tatiana e Ala. Ma anche quello dei genitori di Esposito. Abbiamo rispettato le sentenze delle due Corti che, finora, ci hanno giudicato. Ma resto convinto che ci siano ipotesi alternative e che, proprio per questo, non possiamo accontentarci della verità processuale. Vogliamo la verità vera. Vogliamo sapere dove sono queste due donne. Senza riproporre ipotesi suggestive che non hanno riscontro nella realtà e che fanno male a tutti. L’ultimo tentativo di cercarle risale a due anni fa. Solo altre ricerche possono dirci la verità“.


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