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Omicidio Rizzello al rush finale

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Marcella Rizzello

Marcella Rizzello

L'imputato Giorgio De Vito

L’imputato Giorgio De Vito

L'avvocato di De Vito Enrico Valentini

L’avvocato di De Vito Enrico Valentini

Le parti civili al completo

Le parti civili

Omicidio Rizzello, attesa per la nuova sentenza.

Sulla vicenda della donna uccisa con trenta coltellate davanti alla figlia, i giudici d’appello potrebbe pronunciarsi in giornata. La nuova udienza, che inizierà alle 9,30, è fissata per la discussione.

Accusa, parte civile e difesa dovranno presentare le loro richieste alla Corte d’Assise d’appello di Roma, chiamata a decidere sull’ergastolo per Giorgio De Vito.

Sul 38enne napoletano pende già una condanna in primo grado al carcere a vita. Per i giudici del tribunale di Viterbo è stato lui, il 3 febbraio 2010, a entrare in casa della 30enne Marcella Rizzello e a massacrarla davanti alla figlia di tredici mesi. Trenta le coltellate inferte. Le ultime due mortali, alla gola.

All’agonia della madre ha assistito solo la figlia. Ma la difesa di De Vito, rappresentata dall’avvocato Enrico Valentini, ha sempre insinuato il dubbio che l’uomo non fosse solo, quel giorno, sulla scena del delitto. Gli stessi investigatori, in un primo momento, sospettavano che con lui ci fosse una donna: la trentenne polacca Mariola Henrycka Michta, arrestata con De Vito e all’epoca sua compagna.

Condannata in primo grado a diciott’anni, è stata assolta in appello grazie a un certificato medico che le forniva un alibi di ferro: il documento attestava che la donna, la mattina del delitto, era al Cto per una visita alla mano. Anche se la stessa Michta, in passato, aveva ammesso di essere entrata in quella casa con De Vito, perché da lui costretta. 

Michta o no, il dna di De Vito trovato in casa Rizzello inchioda il 38enne alla scena del delitto. Il suo avvocato preannuncia un’arringa di almeno due ore. Ma all’udienza di oggi potrebbe anche non prendere la parola.

Tutto può succedere. La Corte potrebbe andare avanti a oltranza, portando a termine discussione e sentenza, o fermarsi prima, a seconda di quanto ognuna delle singole parlerà.

In caso di interruzione, è possibile che diano spazio alla requisitoria del procuratore generale Lupacchini e alle parti civili: avvocati di padre, madre, fratello e figlia di Marcella Rizzello. L’arringa della difesa potrebbe anche slittare a una prossima udienza, comprensiva di repliche e sentenza. 

Se, invece, dovessero procedere a oltranza la decisione non arriverà prima del tardo pomeriggio.


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