– Era morto da un mese e nessuno se n’era accorto.
Un vero dramma della solitudine quello di L.M., 80enne viterbese trovato senza vita ieri pomeriggio nella sua casa sulla Cimina.
Il pensionato aveva un fratello e una sorella. Era regolarmente seguito da un medico. Abitava in un condominio. Ma nessuno si è domandato che fine avesse fatto per un mese. Nessuno tranne il suo avvocato Claudia Polacchi.
E’ stata lei a lanciare l’allarme per l’improvvisa scomparsa dell’anziano. Preoccupata, cercava da giorni di contattarlo, ma lui non era in casa e non rispondeva al telefono.
L’80enne si era rivolto a lei per la sua indennità di accompagnamento: l’Inps gliel’aveva revocata perché, per un semplice contrattempo, non si era presentato alla visita medica. Ma quell’indennità gli serviva per tirare avanti: invalido al cento per cento, aveva problemi all’anca ed era malato di tumore. Con quei soldi avrebbe potuto permettersi una badante. Aveva fatto ricorso contro l’archiviazione del procedimento e l’avvocato Polacchi lo assisteva nella causa davanti al giudice del lavoro.
La nuova visita medica era stata fissata il 9 aprile. Il giorno prima aveva promesso di chiamare l’avvocato ma, stranamente, non l’aveva fatto. Lei lo ha cercato ovunque. Al cellulare. A casa. Ha chiesto ai vicini, che non ne avevano notizie da tempo, così come i parenti.
Alla fine, ha chiamato anche l’ospedale e alcune cliniche della zona. Il nulla.
Finché, ieri pomeriggio, bussando per l’ennesima volta alla sua porta, si è accorta del terribile fetore che proveniva dall’appartamento. A quel punto ha allertato la polizia locale, che ha fatto la macabra scoperta: il corpo dell’uomo giaceva in casa senza vita da chissà quanti giorni.
Il pm di turno ha disposto l’autopsia per stabilire le cause. Ma, dallo stato di decomposizione del cadavere, non servono altri accertamenti per capire che l’80enne è morto almeno un mese fa, nel silenzio della sua casa. Dimenticato da tutti e nella più completa solitudine.
