![]() Michelini incontra casualmente Potito Salatto – foto pubblicata su Facebook ![]() Michelini incontra casualmente Potito Salatto – foto pubblicata su Facebook |
– Un sedicente centrosinistra senza storia, senza memoria, senza cultura politica, senza idee per la città. Disposto a tutto per vincere. E che ovviamente non fa altro che preparare la sconfitta politica sicura. Sì sicura. Poi spiegherò il perché.
La vocazione alla sconfitta sicura parte dall’alto. Il caposcuola è Bersani. Vi ricordate chi è? No, non avete capito. Non mi riferivo a Samuele Bersani il bravo cantautore, ma a Pierluigi. Non ricordate, eh. E’ stato il segretario del Pd, il partito che non c’è e che punta sempre alla sconfitta certa. E’ vero sembrano essere passati mille anni. Ora Bersani è stato sostituito da un’altra personalità di spicco, con lo stesso livello di carisma pari a zero. Come si chiama? Ora vado vedere su Wikipedia… Pd, segretario Pd, reggente Pd… ah ecco… si chiama… si chiama Epifani. Sì, si chiama Epifani. Quando si dice un leader di vaglia.
Proprio grazie a questa grande scuola di sconfitti di professione, il centrosinistra viterbese ha scelto come candidato un ex democristiano di non primissima fila e che in questa campagna elettorale ha dimostrato di non aver nessuna idea di che cosa sia la politica e di cosa sia una amministrazione pubblica. Tante chiacchiere e nessuna idea. Neppure una mezza idea di sviluppo della città. A parte la geniale idea di pulire le fontane. Non ci aveva pensato nessuno.
Come dire: Michelini è una brav’uomo ma che ci azzecca con la politica, con il centrosinistra e con il governo di un capoluogo di provincia. Nulla.
Ma lo hanno voluto Gigli, Fioroni e Sposetti e nel centrosinistra tutti si sono inchinati obbedienti. E’ impressionante che nessuno, ma proprio nessuno abbia avuto a che dire. Ma certo, dimenticavo la foglia di fico delle primarie. E allora tutti hanno trovato la scusa per ritagliarsi il proprio orticello di poltroncine.
Dai renziani a Sel tutti contenti. E chi se ne frega se la lista di Michelini è zeppa di uomini di centrodestra con tanto di certificazione. Chi se ne frega se nella lista del Pd c’è addirittura un ex leghista. Si deve perdere a tutti costi e allora tutto è permesso.
A proposito ma Sel, voglio dire questa sigla di Viterbo che tanto somiglia a quella nazionale, è la stessa formazione politica guidata da un certo Nichi Vendola che schifa ogni accordo con Berlusconi? E’ una semplice curiosità. Niente di più. Sì perché qui a Viterbo Sel va a braccetto con fior di esponenti di centrodestra e estrema destra. Ed è felice. Chiedo spiegazioni con cautela perché tutti si possono criticare meno che i moralizzatori della sinistra, ovviamente. Chissà se Vendola sa che i suoi a Viterbo sono felici alleati con uomini della destra – destra. Insomma un paio di spanne più a destra del povero Berlusconi. Chissà se Vendola sa che i suoi a Viterbo sono felici sostenitori del candidato del “centrosinistra” che si abbraccia con l’ex sbardelliano Potito Salatto in un incontro elettorale. Chissà…
Più in generale per un elettore di centrosinistra che senso ha votare un candidato sindaco che ha nella sua lista personale: Marco Ciorba, Chicco Moltoni, Raffaela Saraconi, Vita Sozio, Goffredo Taborri, Maurizio Tofani e la figlia di Sandro Zucchi, Alessandra. Ottime persone, ma che ci azzeccano con la tradizione di centrosinistra? Nulla. C’è perfino chi viene direttamente dal Pdl. Solo per ricordare alcuni candidati. Io avrei candidato direttamente Marini o Meroi, così s’era certi di vincere. Poffarbacco! E caspiterina!
Ma fa niente lo scopo è perdere. E Fioroni e Sposetti sono maestri in questo.
Perché dicevamo che il sedicente centrosinistra perderà comunque? Semplice. I casi sono due. Primo caso: Michelini perde da subito. E quindi non ci sono discussioni, senza neppure andare al ballottaggio, probabilmente. Oppure, e qui sta la genialità della scuola Bersani, si vince ma si fa in modo di perdere comunque. A livello nazionale era proprio difficile perdere, ma Bersani e i suoi strateghi ci sono riusciti. Resuscitando Berlusconi e dandogli tutte le carte buone del mazzo.
A livello locale è stato più semplice. E’ bastato rimpinzare le liste del centrodestra, pardon, volevo dire del sedicente centrosinistra con esponenti certificati di passate amministrazioni di centrodestra.
Col risultato che se proprio il destino cinico e baro facesse vincere il centrodestra di sinistra con 19 consiglieri di maggioranza, basterebbero sei o sette consiglieri di destra – destra per tenerlo eternamente in scacco. O se uno è meno elegante: tenerlo per i testicoli. Come dire: sconfitta comunque totale per una tradizione politica proprio nel momento in cui si poteva veramente vincere. E non vincere per vincere. Vincere per cambiare paradigma politico. E non per assumere quello dell’avversario.
Ovviamente Michelini, proprio per essere certo di perdere, che ti fa a pochi giorni dal voto: si incontra tra baci ed abbracci con Potito Salatto, come dire la destra – destra. Reduce dai fatti di Ferrara per giunta.
E il gioco è fatto. Salvo poi dire che lo ha incontrato quasi per caso. Capita: uno incontra un deputato europeo di destra senza sapere che il personaggio sarebbe stato lì. Insomma: siamo tutti venuti dalla montagna con la piena.
A proposito ma di tutto questo cosa ne pensano gli uomini di Sel, Serra e i suoi, i ragazzi di occupy Pd. Ovviamente nulla. Tutti allineati e coperti.
Quando la catastrofe si materializzerà, non dite che nessuno lo aveva detto.
Ultima nota, tutta questa strategia inventata da Ugo Sposetti, Beppe Fioroni e Nando Gigli sancisce in eterno l’egemonia culturale politica della destra in questa città.
Sancisce il fatto che per credere di vincere in questa città è necessario essere di destra. Pensare da destra. E per crederci davvero bisogna arruolare personalità politiche più a destra del centrodestra. Fino ad arrivare a Potito Salatto.
A questo è stata portata la sinistra viterbese: comandano i democristiani e si candidano uomini di destra. Boh, contenti voi. La gente di sinistra dovrà votare qualcun altro.
Un grande, intelligentissimo, coltissimo e deleterio filosofo, Benedetto Croce, alunno del marxista Arturo Labriola, ha scritto un formidabile e controverso saggio Come nacque e morì il marxismo teorico in Italia. Attendiamo che qualcuno scriva Come nacque e morì il centrosinistra a Viterbo. Queste elezioni hanno sancito la morte del “centrosinistra” viterbese. Amen. Che il dio dei laici, dei sognatori e dei socialisti di ogni tempo, se c’è, perdoni chi lo ha ucciso.
Però che tristezza vedere una grande tradizione finire così. Senza più nessuna traccia d’ortopedia del camminare eretti. Che sincera tristezza.
Carlo Galeotti



