![]() Carlo Mezzetti |
Riceviamo e pubblichiamo – I dati assoluti del voto di Viterbo danno il segno della distanza che ormai separa i cittadini viterbesi dalle istituzioni comunali e la sfiducia che essi nutrono per la politica tradizionale.
I principali competitori, Marini e Michelini, con le loro rispettive coalizioni e le otto liste al seguito, ottengono complessivamente al primo turno 21.349 voti, poco più del 40% degli aventi diritti al voto. Praticamente gli stessi che prese Marini da solo alle precedenti elezioni. Oltre 2.000 in meno di quelli che ottenne Gabbianelli nel 1999.
Michelini, che pure esce dal primo turno con una netta affermazione, ottiene 12.542 voti. Circa 2.000 meno di quelli che andarono a Sposetti, che pure approdò al ballottaggio per il rotto della cuffia. 2.900 in meno di quelli che prese Bruno, che al doppio turno nemmeno arrivò.
Questi numeri ci confermano che l’offerta di un’alternativa civica ai viterbesi era necessaria e doverosa.
Per questa opzione ci siamo adoperati contribuendo alla costituzione di Viva Viterbo e alla candidatura di Filippo Rossi.
I numeri assoluti dicono anche che, nonostante il crollo delle forze politiche tradizionali, per accedere al ballottaggio sono occorsi circa 9.000 voti.
Il gran numero di liste civiche e di candidature a sindaco, il forte astensionismo, le modeste risorse a disposizione di Viva Viterbo, la difficoltà di farsi conoscere da tutti gli elettori in un lasso di tempo molto ristretto, hanno reso irrealizzabile il raggiungimento di tale risultato.
Ciò nonostante ringraziamo Filippo Rossi per la generosità e la qualità del suo impegno. Restiamo fermamente convinti che solo intorno al suo nome sarebbe stato possibile polarizzare un voto di opinione civico e trasversale, tale da poter competere con le forze tradizionali.
Resta un risultato di tutto rispetto, che non ha precedenti nella storia della città. Mai il candidato di una lista civica, totalmente sganciato dai partiti, aveva superato il 10% dei consensi.
Rimane inoltre un gruppo di belle persone e un’esperienza che se adeguatamente preservata sarà anche in futuro patrimonio di Viterbo.
La campagna elettorale di Filippo Rossi e la sua candidatura si sono basate su buoni argomenti e su giuste ragioni, che sono invece mancate sia a Michelini che a Marini.
Quegli stessi argomenti e quelle stesse ragioni, nella prospettiva del secondo turno, ci obbligano quindi a prendere parimenti le distanze da entrambi i contendenti.
Per quel che ci riguarda, coerentemente con la linea tenuta e le decisioni prese nelle settimane di campagna elettorale, le elezioni comunali finiscono qui.
Carlo Mezzetti
Paolo Stavagna
