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“Prenderemo più voti di Filippo Rossi”

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Giulio Marini e Antonio Obino

Giulio Marini e Antonio Obino

Antonio Obino

Antonio Obino

La presentazione di Ego Sum Leo

La presentazione di Ego Sum Leo

La presentazione di Ego Sum Leo

La presentazione di Ego Sum Leo

(g.f.) – Antonio Obino ha un sogno, con la sua lista civica Ego Sum Leo a sostegno di Giulio Marini, prendere più voti di Viva Viterbo (fotogallery).

E’ la ciliegina sulla torta con cui ha chiuso ieri sera l’incontro per presentare i suoi in lista: “Ho fatto un sogno – dice Obino – c’era Filippo Rossi. Filippo Rossi che ha fatto Caffeina, poi Caffeina e poi Caffeina. Ha fatto solo quella.

Qui c’è Obino, con un’azienda portata avanti da 35 anni, in lista ci sono tante persone che ogni giorno si fanno il mazzo, imprenditori, lavoratori, che contribuiscono all’economia del territorio. E Filippo Rossi cosa fa? Caffeina.

Ecco perché dobbiamo darci da fare, aiutatemi a prender più voti di Viva Viterbo, sarà il nostro impegno primario”.

In un ristorante del centro, la presentazione all’ora di cena e il piatto forte sono i nomi che Obino presenta uno a uno, consegna loro gadget, un fascicolo con il programma e le iniziative, così possono prepararsi a dovere e c’è chi ricorda da dove ha avuto inizio Ego Sum Leo, quel logo, pensato da Carlo Cardoni, che non ha fatto in tempo a godersi cinque anni fa la vittoria di Giulio Marini.

Il sindaco uscente c’è, è lui il mattatore della serata, ripercorre gli ultimi mesi, fino a quando ha deciso di rimettersi in corsa. “Io ho spinto molto – ricorda Antonio Obino – affinché si ripresentasse.

Dopo tutto il lavoro portato a compimento, chi si sarebbe candidato al suo posto avrebbe trovato tutto pronto, ma penso che sia giusto far sì che chi ha iniziato l’opera poi la completi”.

Marini riparte dall’inizio, dalle legnate prese appena entrato, come le chiama lui, con i guai delle partecipate, la sua forza d’arrangiarsi che gli ha fatto trovare milioni da investire sulla città, fino ai 13 milioni e mezzo per il Plus, valle Faul e centro storico.

Oggi partono i bandi, ma per il primo cittadino la campagna elettorale non c’entra: “Se avessi potuto – precisa il primo cittadino – sarei partito prima. Il momento era questo.

Dovevamo mettere a bando cinque dei tredici milioni, altrimenti la comunità europea non ci sbloccava il milione da destinare al sociale. Tutto il resto sono fandonie”.

Quindi una previsione sul futuro: “A prescindere da chi ci sarà come sindaco, soldi non ne arriveranno. Ci sono venticinque milioni, un tesoretto che abbiamo, ma non possiamo spendere per effetto del patto di stabilità. Che non si può sforare.

Pensate solo che se accadesse, il ragioniere capo del comune dovrebbe pagare tremila euro a delibera. Ci aspettano ancora momenti difficili, serve gente capace e non inesperti, occorrono nervi saldi nei momenti difficili”.


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