– Quattro gatti per cinque candidati. A meno di due settimane dal voto è panico fra gli aspiranti sindaci del capoluogo.
I confronti fanno registrare un calo pauroso d’ascolti, share in picchiata. Ieri sera al Lux, all’incontro con Marini, Bonatesta, Rossi, Santucci e Michelini, picco massimo d’ascolto di settanta partecipanti, di cui sessantanove candidati consiglieri o sostenitori. I più numerosi, quelli di Filippo Rossi, una ventina. Subito dopo il Pdl a quota quindici e Fondazione, ferma a dieci.
C’è di che preoccuparsi. Se n’è accorto pure Michelini: “In platea sono tutti candidati o comunque persone facilmente individuabili politicamente”. E a fine incontro: “E’ stata una cosa molto patetica questa sera”. Serve subito qualcosa che ravvivi i futuri dibattiti, prima che i viterbesi li cancellino definitivamente dal proprio palinsesto.
I magnifici quattordici non si sono persi d’animo e già è pronto un rilancio in grande stile. Innanzitutto, al prossimo appuntamento Leonardo Michelini non parlerà, ma distribuirà popcorn in sala.
Giulio Marini aprirà intonando “Ti lascerò”, noto brano sanremese opportunamente riadattato: Marini lo dedicherà a palazzo dei Priori.
Gianmaria Santucci, invece, distribuirà fiori alle donne presenti, ma non saranno gigli. Filippo Rossi sarà addetto ai palloncini, solo che stavolta li sgonfierà, per dimostrare che lui non è un pallone gonfiato.
Nell’incontro di ieri da registrare il forte ritardo con cui è arrivato Santucci, tanto che stava per essere sostituito dal candidato di riserva Biribicchi, l’unico in grado di risolvere un grande quesito lanciato dallo stesso Santucci: “Sono io che non comprendo le risposte o chi parla non capisce le domande?”. E se fossero tutte e due le cose messe insieme?
Biribicchi avrebbe senz’altro avuto elementi per spiegare pure come mai Bonatesta è in disaccordo con tutti: “Ma tutti sono d’accordo con me”. Affermazione dell’ex senatore. Molto peggio delle convergenze parallele.
Sempre Bonatesta ha ricordato che Viterbo: “Puzza di notte, è sporca di giorno e la gente inciampa”. Altro che città turistica.
Il confronto ha avuto momenti di tensione, con il pubblico che rumoreggia, Rossi che interrompe Santucci e il candidato di Fondazione che anziché replicare gli porge l’altro microfono.
Fra i due si battibecca pure per questioni di cartelli elettorali coperti, ma Bonatesta riporta la pace: “Stavolta ve li ho coperti io”. Par condicio affissoria.
Soldi per i servizi ai cittadini, cultura, centro storico, turismo, argomenti (mal)trattati in un’ora e mezza e quando Giulio Marini spiega che a Viterbo ci sono quattrocento posti letto, ormai è troppo tardi, si sono già addormentati tutti.
Bonatesta poco prima aveva svelato i suoi anni: 71. Quindi risulta destituita di ogni fondamento la notizia secondo cui sia stato in giunta con Angelo Mangani, primo podestà di Viterbo.
Grande rammarico infine è stato espresso per l’assenza d’altri candidati. Diego Gaglini in particolare. Pare che l’esponente di Casapound fosse intenzionato a svelare alla cittadinanza, ovvero ai candidati in sala, quali fossero i punti in comune con il programma di Daniele Cario, come rivelato lo scorso sabato in un altro incontro.
Secondo voci non confermate, si tratta del registro per le coppie di fatto. Del Fatto Quotidiano, ovviamente e non coppie, ma copie, quelle invendute.
Giuseppe Ferlicca



