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“Roma Vetus, a Mazzola brucia la bocciatura”

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Riceviamo e pubblichiamo – Al sindaco Mazzola brucia la bocciatura dei suoi consiglieri, questa è l’unica, triste verità; aveva 6 consiglieri della sua stessa maggioranza contrari al progetto “Roma Vetus”.

Nella prima commissione urbanistica, dove è stato illustrato il centro commerciale con annessi e connessi di “Roma Vetus”, tutti i membri hanno espresso parere negativo, vuoi per la vocazione culturale etrusca Tarquiniese, vuoi per l’assenza della Soprintendenza delle Belle Arti che avrebbe dovuto esprimere un parere, o ancora perché siamo patrimonio Unesco, perché il progetto presentava un business plan non realizzabile e perché il vero obiettivo turistico da raggiungere è in realtà quello di valorizzare il nostro centro storico e portare qui da noi quei crocieristi che tanto fanno gola alla società proponente e che vorrebbero intercettare a nostro discapito.

Poco più di 20 giorni fa veniva approvato in “giunta” il progetto “Roma Vetus”, senza concertare con i partiti dell’opposizione, ma ancor più grave, senza informare la maggioranza (ormai una consuetudine del suo operato) e quindi senza il supporto dei suoi consiglieri (ormai stanchi di essere continuamente sottomessi alle sue decisioni, spesso scellerate e scoordinate nella sua azione politica).

Il suo atteggiamento ha provocato la débacle del centrosinistra in sede di consiglio comunale, dove abbiamo assistito, per più di un’ora, a una serie di interventi e raccomandazioni da parte del suo stesso schieramento che bocciava il progetto “Roma Vetus” e la società proponente.

Solo contro tutti pretendeva di essere supportato senza aver dato delucidazioni in merito al progetto, senza nessun parere degli uffici urbanistici e dei progettisti incaricati per redigere il piano regolatore di Tarquinia, e con i suoi consiglieri che sparavano veleno contro il proprio sindaco.

Professore in “tecniche per il muletto” rifiuta constatazioni e suggerimenti di consiglieri comunali, regionali, nazionali o di chiunque si adoperi per muovere osservazioni a favore della collettività.

Caro sindaco questo suo aspetto è improduttivo per la popolazione e solamente lei non se ne è accorto; argomenti concretamente e soprattutto non sottovaluti le osservazioni dei suoi consiglieri, anche perché eletti dalla popolazione tarquiniese. Comprendiamo lo stato d’animo di un sindaco che non è supportato nemmeno dalla sua maggioranza, ma questo dovrebbe farla riflettere e forse evitarle il lancio di insulti gratuiti.

A proposito di “DiVino Etrusco” con molto orgoglio posso dire di aver realizzato una Manifestazione importante, proprio lei lo ha riconosciuto lo scorso anno cancellando dal cartellone gli eventi proposti dai suoi collaboratori (Fiori e Luci per l’Arte, Agriturock, Festa della Birra, Festival della Complessità), mantenendo invece la Festa del Vino, perché unica nel suo genere e l’unica a superare qualsiasi previsione di presenze e gradimento.

Saluti

Pietro Serafini
Consigliere del comune di Tarquinia

 


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