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“Sanità, c’è la sensazione che esistano cittadini di serie a e di serie b”

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Maurizio Stirpe

Maurizio Stirpe

– “Da sei anni seguiamo questa questione, perché il problema di trovare soluzioni al nodo della sanità influenza tutto il territorio”.

Lo ha detto il presidente di Unindustria Lazio Maurizio Stirpe, che nella mattinata di martedì 14 maggio ha presentato al governatore Nicola Zingaretti lo studio commissionato dalla sua associazione alla Deloitte sulla sanità laziale. L’analisi si è incentrata sugli esiti del Piano e sull’assetto regolamentare e organizzativo della sanità laziale, soffermandosi sulle aree di maggior criticità e individuando puntuali misure correttive.

In ciò confrontando il sistema sanitario del Lazio con quello della Lombardia, regione che si distingue nel panorama nazionale per capacità di programmazione e di controllo dell’equilibrio economico finanziario del sistema.

“Dalla risoluzione di questo problema – ha aggiunto Stirpe – deriverà il successo delle future amministrazioni. Il bilancio sanitario assorbe circa il 70 per cento delle risorse, e nel Lazio si pagano le addizionali più alte d’Italia.

Ci sono poi i problemi dei mancati pagamenti per le aziende del settore, e quelli del riequilibrio territoriale. C’è infatti la sensazione che esistano, nel rapporto tra Roma e le province, cittadini di serie A e B. La funzione di una associazione come la nostra – ha aggiunto il leader degli industriali – è mettersi in gioco al servizio di cose importanti, e per questo ci siamo messi a disposizione con le nostre strutture e la nostra università Luiss.

Vogliamo far avvicinare i mondi della sanità privata e pubblica, fare in modo che siano comunicanti, e non ragionino secondo il principio del ‘mors tua vita mea’”. “Noi non proteggiamo il malaffare – ha concluso Stirpe – ma solo gli imprenditori onesti, gli interessi delle imprese che ci rappresentano in una ottica di trasparenza e collaborazione”.  


Sintesi dello studio

Potenziare i controlli, introdurre un sistema di incentivi che premi i direttori generali meritevoli. Lavorare sulla trasparenza e la riorganizzazione dei dati.

Queste alcune delle proposte elaborate da Unindustria, che ha commissionato uno studio sul sistema sanitario del Lazio alla società Deloitte. Mettendo a confronto il sistema sanitario del Lazio con quello della Lombardia, lo studio individua alcune criticità del sistema laziale e avanza proposte chiave per ottimizzare la gestione della sanità nella Regione.

Innanzitutto, la ricerca evidenzia come nel Lazio manca un provvedimento che definisca in modo chiaro la ripartizione di tutte le risorse disponibili e, in più, è adottato il criterio della spesa storica, decurtata di una certa percentuale, anziché ricorrere ad una vera programmazione. Su questo fronte, sarebbe opportuno, tra le altre cose, procedere alla “separazione tra le funzioni di acquisto e di fornitura dei servizi sanitari e in particolare al completamento del processo di aziendalizzazione delle Asl e trasformazione degli attuali 49 presidi a gestione diretta in aziende ospedaliere (maggiore responsabilità delle strutture pubbliche nel governo della spesa; competizione tra strutture pubbliche e tra queste e le private accreditate).

Sul fronte del governo della spesa, nel Lazio “il raggiungimento degli obiettivi economici da parte dei direttori generali non è legato a sistemi premianti/sanzionatori e il processo di valutazione dei Dg, macchinoso e ridondante, è considerato più come un adempimento formale ai fini del Piano di rientro che come strumento indispensabile per il controllo dell’equilibrio economico-finanziario del sistema”.

Nel merito, secondo lo studio, nel Lazio si dovrebbe adottare un moderno sistema di controllo di gestione e attivazione di benchmark tra strutture pubbliche per monitorare costantemente e governare in corso d’anno l’andamento dei costi oltre che un sistema di valutazione dei Dg che induca la direzione strategica delle strutture pubbliche a raggiungere prestabiliti livelli di performance.


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