![]() |
(f.b.) – Lei lo aveva denunciato per stalking, maltrattamenti e lesioni, ma il giudice lo ha assolto.
Nell’udienza di ieri al tribunale di Viterbo il legale dell’imputato ha ripercorso tutta la vicenda in un’arringa di quasi un’ora, soffermandosi anche sui racconti in aula dei testimoni che si sono susseguito nel processo.
“Viene da chiedersi – ha detto l’avvocato Gianluca Bassetti – se tra i due non fosse la signora a perseguitare il mio assistito. Fin dai primi mesi della loro relazione lei si è dimostrata gelosa e possessiva fino all’inverosimile. Diceva di non fidarsi, dubitava di tutto”.
I due hanno iniziato una relazione nel 2007 e dopo pochi mesi sono andati a convivere a Capodimonte. Entrambi erano già separati da precedenti matrimoni, lei con due figli, lui con uno.
Il rapporto, in un primo periodo è tranquillo, poi degenera. “Nel luglio del 2010 – continua l’avvocato difensore – il mio assistito se n’è andato di casa troncando la relazione. Da quel momento la signora ha cominciato a perseguitarlo, con modi sempre più aggressivi. La prima denuncia arriva a settembre”.
Anche le persone che periodicamente frequentavano la casa dei due finché la convivenza era in essere hanno sostenuto in aula che non si erano mai accorti di nulla.
“Una loro amica in comune – aggiunge l’avvocato – durante la sua testimonianza ha ricordato che le lamentele per i litigi e le incomprensioni venivano da entrambe le parti e lo stesso ex marito della donna pare non si sia mai accorto che lei subisse maltrattamenti o ricevesse percosse dal nuovo compagno. Insomma nulla che facesse sospettare che ci fossero violenze fisiche o psicologiche”.
Secondo l’accusa, invece, lo stalking e i maltrattamenti subiti dalla donna avrebbero addirittura provocato in lei delle conseguenze psicologiche permanenti.
“Oltre ai lividi e alle fratture – ha detto nella sua arringa Laura Menghini, l’avvocato di parte civile di Erinna, l’associazione viterbese in difesa delle donne – la signora, secondo la psicologa che l’ha seguita, ha subito un innalzamento del livello di angoscia e una grave perdita di autostima e di dignità personale”.
Nonostante la vittima abbia nel corso del processo deciso di ritirare la querela nei confronti dell’ex, il processo è continuato per i reati che non si estinguono con la semplice remissione, come appunto lo stalking.
Il giudice Eugenio Turco ha infine deciso per l’assoluzione per i maltrattamenti e lo stalking e la non procedibilità per le accuse minori, alleggerite dalla remissione di querela.
