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“Suolo pubblico gratis e bilancio partecipato”

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Andrea Scaramuccia

Andrea Scaramuccia

– Scheda-intervista del candidato sindaco di Viterbo Andrea Scaramuccia per La Destra.

I suoi dati anagrafici, professionali e politici.
“Andrea Scaramuccia, nato a Viterbo l’8 luglio 1975, 38 anni, imprenditore turistico. Sposato con due figli.
Titolare di un tour operator.

Politicamente ho iniziato la mia attività con il fronte della gioventù del quale sono diventato segretario provinciale nel 1993. Iscritto anche al Msi e poi ad An, mi sono poi candidato per la prima volta al consiglio comunale di Viterbo nel 1995 a soli 19 anni.

Dal 1996 al 2004 sono stato membro del comitato regionale Lazio dell’Anci
 (Associazione nazionale comuni d’Italia).
Sono stato eletto diventando il consigliere comunale più giovane d’Italia in un capoluogo di provincia.
 Nel 1999 ho concorso nuovamente sotto la bandiera di An e sono nuovamente eletto e nominato capogruppo di An in consiglio comunale.
 Nel 2000 sono stato nominato nel cda dell’Adisu (Azienda per il diritto allo studio universitario) e sono rimasto in carica fino al 2002.

Nel 2004 sono stato eletto presidente del cda dell’Interoporto Centro Italia e ho firmato subito i contratti per la realizzazione dell’opera pubblica più importante del centro Italia: circa 100 milioni di investimenti sul 
territorio che da tempo erano bloccati.


Nel 2005 ho concorso nuovamente al comune di Viterbo venendo, per la terza volta consecutiva, eletto risultando, nonostante la giovane età, uno dei 
consiglieri con più esperienza amministrativa in seno al consiglio.
 Dal 2005 al 2008 sono stato presidente del consiglio comunale.
 Nel 2008 mi sono preso una pausa di riflessione fino alla chiamata da parte di
 Francesco Storace per guidare La Destra viterbese.
 Nel 2013 ho concorso anche alla Camera dei deputati, raggiungendo nella mia Provincia uno dei risultati migliori d’Italia.

In tutti gli anni da amministratore non ho mai ricevuto nemmeno un avviso di garanzia e ho sempre espresso voto contrario alle delibere che poi hanno portato alle inchieste sul Cev e le società partecipate”.

Come mai ha deciso di candidarsi?
“La tanta esperienza fatta sia a livello amministrativo che a livello professionale mi fanno essere certo che Viterbo può diventare un fiore all’occhiello per il Lazio, bastano pochi interventi e mirati, ma bisogna avere esperienza e concretezza, che a me non mancano. Ecco perché ho accettato la sfida”.

Il suo programma in cinque punti.

“Occupazione suolo pubblico e Siae gratuita per gli operatori commerciali del centro storico, diminuzione delle spese per la gestione del verde pubblico e realizzazione di un chiosco in ogni parco cittadino, bilancio partecipato con i cittadini, realizzazione di tanti giardini termali, spazio ai giovani meritevoli e ai tour operator per gli inviti a palazzo dei Priori per il 3 settembre”.

Dove si prendono i soldi per realizzare questi progetti?
“I soldi per gli interventi sopra citati ammontano a circa 400mila euro e sono derivanti dai mancati introiti per la Tosap e l’esborso per la Siae, per il resto sono a costo zero o, come nella proposta per il verde, sono a saldo positivo per l’amministrazione. I soldi necessari sono facilmente reperibili nel bilancio comunale tramite alcuni tagli di spesa mirati”.

Centro storico aperto o chiuso?

“Chiuso, ma prima occorre fare un piano viario e di parcheggi che consenta un’effettiva chiusura del centro, altrimenti parliamo di aria fritta come successo negli ultimi 40 anni”.

Come si risolve il problema dei collegamenti con Roma e Civitavecchia?
“Non compete direttamente all’amministrazione comunale e mi fa sorridere chi sostiene che risolverà tutti i problemi una volta diventato sindaco. Io posso solo dire che le infrastrutture citate sono fondamentali e che mi batterò presso gli enti competenti per vedere realizzati questi collegamenti”.

In che modo pensa di gestire il problema dell’arsenico.
“Idem come sopra, chiederemo alla Regione di intervenire il prima possibile, ma niente demagogie”.

Cosa pensa di fare per favorire il lavoro e l’occupazione?
“Primo i chioschi nei parchi cittadini porteranno lavoro, secondo: i giardini termali porteranno centinaia di posti di lavoro, terzo: il centro storico reso vivibile incrementerà i livelli occupazionali. La promozione turistica, però, dovrebbe essere fatta seriamente e da persone competenti. Per questo motivo chiederò alla responsabile promozione dell’ente del turismo di Washington DC, una giovane e valente italiana, di ricoprire un ruolo chiave per lo sviluppo di Viterbo”.

Che ruolo avranno i quartieri e le frazioni?
“Con il bilancio partecipato avranno un ruolo chiave. Ogni cittadino di ogni quartiere o frazione potrà, finalmente, essere protagonista delle scelte dell’amministrazione, andando a scegliere tra le cose da fare con i soldi che saranno disponibili. Questa è la massima forma di partecipazione. Per le frazioni inoltre dovremo provvedere a riaprire gli uffici comunali ed istituire il vigile urbano di municipio”.

Un appello agli elettori sul perché dovrebbero votarla.
“Per ciò che sono stato e che ho fatto in passato. Se si vuole cambiare è sempre meglio vedere ciò che uno ha fatto piuttosto che ciò che promette. In passato ho rinunciato allo stipendio di 30mila euro come presidente dell’Interporto Centro Italia perché ero una scandalo che uno prendesse lo stipendio per un’opera non ancora iniziata (e Grillo nel 2004 non c’era).

Non ho mai votato le delibere sulle società partecipate e sul Cev che poi diedero il via a le famose inchieste. Non ho mai ricevuto un avviso di garanzia, con 70 milioni di lire (35mila euro attuali) ho organizzato eventi come: Grillo, Niccolò Fabi, Corona, Irene Grandi, ho fatto incidere un Cd, con la supervisione dei giornalisti musicali di Repubblica, alle giovani band viterbesi e un’altra infinità di iniziative, mentre oggi con 35 mila euro si da qualche contributo per iniziative che durano qualche giorno. Se si vuol cambiare, ribadisco, è meglio affidarsi a chi ha già dimostrato cosa farebbe se diventasse sindaco”.


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