(s.m.) – “Chiedo scusa a tutti. Vi voglio bene e vi guarderò dall’alto”.
Aveva scritto questo Giuseppe Totonelli. Poche righe che il 28enne ha affidato a un biglietto abbandonato nel cruscotto della macchina. Prima di incamminarsi verso la sua fine a Poggio Nibbio.
A quell’ultimo messaggio, i carabinieri non avevano dato subito peso. Peppe non lo aveva lasciato in evidenza sul sedile, come per annunciare il suo gesto. L’aveva quasi nascosto, tra i documenti che teneva nel suo furgoncino. E’ stato questo a dare ai militari la speranza di ritrovarlo ancora vivo vicino al punto in cui aveva parcheggiato il furgone. Quello poteva essere un appunto vecchio. Lasciato lì per sbaglio e per chissà quale motivo. E invece l’aveva scritto Peppe, prima di lanciarsi dal traliccio su cui si era arrampicato mercoledì sera.
Nessun motivo, in quelle cinque righe. Solo le scuse ai familiari e a chi gli voleva bene e la promessa che, comunque, non li avrebbe mai lasciati.
A trovarlo, ieri mattina, sulla strada che ricollega la Cimina al lago, due contadini che stavano pulendo il cortile nelle vicinanze dell’antenna. Peppe era a terra senza vita, nascosto dall’erba alta e dal casottino in muratura accanto al traliccio. Impossibile notarlo dalla strada. Anche per questo la corposa squadra di soccorritori non aveva avvistato il corpo.
Una quarantina le persone che, da mercoledì sera, erano impegnate nelle ricerche: carabinieri, protezione civile, vigili del fuoco con i Saf, unità cinofile da Roma, forestale, guardaparchi e vigili urbani. Ma per il ristoratore di Caprarola non c’era più niente da fare.
I funerali saranno fissati dopo l’autopsia di lunedì.

