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“Viviamo con la paura di un temporale o un forte vento”

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Il lago dopo l'esondazione

Il lago dopo l’esondazione

I campeggi dopo l'esondazione

I campeggi dopo l’esondazione

I campeggi dopo l'esondazione

I campeggi dopo l’esondazione

– “Viviamo con la paura di un temporale o un forte vento” (gallery).

L’arrivo di un temporale e il timore che il lavoro di una vita venga distrutto in un istante. E’ così che i gestori dei camping di Bolsena e dintorni sono costretti a vivere per le continue esondazioni del lago. L’ultima sabato scorso (fotocronaca).

Gli imprenditori sono stanchi. Angosciati. Arrabbiati e in coro chiedono l’intervento delle istituzioni.

Marzia Pozzi è la giovane titolare di Riva Verde, uno degli stabilimenti balneari più frequentati del lago di Bolsena. E’ amareggiata per quello che è successo e che da molti mesi sta generando una situazione di panico tra gli operatori del settore.

“Non ne possiamo più – dice Pozzi -, viviamo con la paura che un temporale o un’ora di vento distrugga ancor di più la nostra spiaggia e le nostre strutture. Temiamo che questa situazione, con l’arrivo della stagione estiva, mandi via le persone”.

Lo stabilimento ha già tolto una fila di ombrelloni. I danni però non finiscono qui. “La scomparsa della spiaggia è una perdita grandissima. Abbiamo un pontile  distrutto, argini in cemento quasi sgretolati e il sistema di pescaggio di acqua dal lago in crisi… La lista è lunga e la negligenza di chi dovrebbe occuparsi di tutto questo ci fa arrabbiare”.

Incerto il futuro. “Cosa faremo ora? Dovreste chiederlo a chi ne ha la competenza e per questa competenza viene pagato con soldi pubblici. E’ da tempo che abbiamo lanciato l’allarme, ma il lago non è mai calato e quando a Bolsena tira vento verso la spiaggia per noi è un dramma. Quanto accaduto e quanto sta accadendo tuttora è uno scandalo”.

Una la speranza della giovane imprenditrice. “Chi ha sbagliato deve pagare e risarcire il danno che abbiamo subito. Servirebbe uno stato di calamità. Le istituzioni devono stare dalla nostra parte“.

Vive lo stesse sensazioni anche Mario Pezzini che gestisce il campeggio a cui dà il nome, Camping da Mario, che si trova a San Lorenzo Nuovo.

“Fate qualcosa – dice sfiduciato – perché non se ne può più, siamo in una situazione davvero drammatica. Il campeggio, a causa dell’acqua alta del lago, ha subìto, in questi ultimi mesi, il disfacimento di due pontili e l’inondazione di tutta la superficie della struttura in diversi momenti”.

Da Bolsena a San Lorenzo le criticità non cambiano. “Siamo messi malissimo. Da inizio anno fotografiamo la situazione e in un un incontro con l’Ardis a Bolsena avevamo anche provato a consegnare le immagini, ma i dirigenti regionali ci hanno detto che poi sarebbero passati di persona a vedere i danni. Siamo ancora qui ad aspettarli…”.

Il livello del lago continua a oscillare. “Da quando l’Ardis ci ha detto che avrebbe aperto al massimo le bocchette dell’emissario Marta, il lago è calato di circa quattro centimetri. Una variazione minima in due mesi. Si deve aprire di più perché non ce la facciamo più”.

Agli occhi degli imprenditori la stagione estiva pare ormai compromessa. “La stagione è compromessa perché non abbiamo più spiaggia e viviamo sempre con la preoccupazione che un forte vento possa fare danni“.

L’intervento delle istituzioni, per Pezzini, non può più tardare. “Le istituzioni devono intervenire e si devono aprire tutte le bocchette per il massimo deflusso. Ci sembra il minimo poi che ci risarciscano i danni”.

 

 

 


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