– Nessuno spaccio a scuola. La droga era sua.
Si è giustificato così R. F., studente 19enne dell’istituto alberghiero di Caprarola.
Arrestato nel weekend dagli uomini del maresciallo Pelliccia, ha negato ogni addebito ieri, al processo per direttissima al tribunale di Viterbo. La droga non la spacciava a scuola, come ritengono i carabinieri: la fumava. Sarebbero stati suoi i 75 grammi di marijuana trovati in un vano sul balcone di casa. Sue anche le dosi che aveva addosso, rinvenute dopo un primo controllo dei militari.
Il giovane ha anche detto di aver preso lo stupefacente dal 16enne che frequenta la sua stessa scuola, denunciato dai carabinieri di Caprarola.
Il giudice Rita Cialoni ha deciso di mantenergli l’obbligo di firma. Una misura cui R. F. era tuttora sottoposto dopo il suo primo arresto a gennaio: in quell’occasione fu trovato con due etti di sostanza stupefacente. Appena due settimane fa gli erano stati revocati gli arresti domiciliari, sostituiti con l’obbligo di presentarsi in caserma a firmare.
Il suo avvocato Ada Baiocchini ha sottolineato l’atteggiamento di collaborazione del ragazzo, che ha indicato ai carabinieri sia il fornitore della droga sia il posto in cui la conservava in casa.
Il legale ha già annunciato di voler chiedere il patteggiamento per entrambi i procedimenti, che saranno riuniti.
Prossima udienza a novembre.
