– Riflessioni sul rapporto tra agricoltura e ambiente in occasione della giornata mondiale dell’ambiente 2013.
Si celebra oggi la giornata mondiale dell’ambiente, incentrata sul tema “Think-Eat-Save”, che si può tradurre nello slogan “Pensa prima di mangiare e contribuisci a salvare il pianeta”.
Tale messaggio è rivolto a quella parte della popolazione mondiale che dispone di abbondante cibo, tanto da permettersi il lusso di sprecarne fino al 40-50%. Non certo a quella estesa parte della popolazione che non dispone di cibo a sufficienza e ha per questo scarse aspettative di vita. In occasione di questa giornata vogliamo affrontare il tema delle relazioni tra agricoltura e ambiente, per comprendere quali sono gli elementi di criticità delle pratiche agricole nei confronti dell’ambiente e le prospettive per una agricoltura sostenibile, in grado di rispondere alle crescenti esigenze di alimenti.
Ne parliamo con il professor Stefano Grego, docente di “Chimica Agraria” presso l’Università della Tuscia (Dafne).
Come si è sviluppato il rapporto agricoltura – ambiente in Europa?
“La metà della superficie dell’Unione europea (Ue) è adibita all’agricoltura. Ciò è sufficiente a dimostrare l’importanza economica dell’agricoltura in Europa e l’importanza che l’attività agricola riveste per l’ambiente naturale dell’Ue. L’interazione fra agricoltura e natura è profonda. Nel corso dei secoli l’agricoltura ha contribuito alla creazione e alla salvaguardia di una grande varietà di habitat seminaturali di elevato pregio.
Al giorno d’oggi sono proprio questi habitat che plasmano la maggioranza dei paesaggi dell’Ue ed ospitano molte specie della sua ricca fauna selvatica. L’agricoltura è inoltre fonte di reddito per una comunità rurale diversificata che non soltanto rappresenta un bene insostituibile della cultura europea ma svolge anche un ruolo fondamentale nel preservare l’equilibrio dell’ambiente”.
Si può quindi parlare di un rapporto positivo tra agricoltura e ambiente?
“I legami esistenti fra la ricchezza dell’ambiente naturale e le pratiche agricole sono complessi. Mentre la salvaguardia di molti habitat di grande pregio in Europa è affidata all’agricoltura estensiva, dalla quale dipende anche la sopravvivenza di una grande varietà di animali selvatici, le pratiche agricole possono anche incidere negativamente sugli equilibri naturali. L’inquinamento del suolo, dell’acqua e dell’aria, la frammentazione degli habitat e la scomparsa della fauna selvatica possono essere frutto di pratiche agricole e di un utilizzo della terra inappropriati.
L’aumento dell’intervento umano nel mondo ha portato gradualmente ad una riduzione della diversità delle specie vegetali, microbiche e animali nella quasi totalità degli ecosistemi. E’ dimostrato che l’attuale predominio della produzione cerealicola ha causato una significativa riduzione della diversità delle specie vegetali e dei sistemi di coltivazione. Inoltre è noto che la riduzione della biodiversità e della complessità degli ecosistemi incide su una serie di funzioni dell’ecosistema.
L’agricoltura moderna si basa su una ristretta gamma di specie e varietà genetiche che sono state selezionate per il rendimento elevato, la risposta ai fertilizzanti inorganici e la resistenza a parassiti e malattie specifiche. I sistemi meno intensivi invece utilizzano una gamma più ampia di specie e genotipi che servono molteplici obiettivi di produzione e sono usati per lo sfruttamento di differenti microhabitat e spesso per la loro resistenza alle malattie e parassiti”.
Qual è la situazione nel nostro paese?
“L’Italia, che si trova al centro del bacino Mediterraneo, è una delle aree più importanti di biodiversità nel mondo e possiede una flora molto ricca in specie, molte delle quali endemiche. In alcune porzioni della penisola la percentuale di varietà tipiche raggiunge valori compresi tra il 13% e il 20 %. La biodiversità vegetale, animale e microbiologica, che secondo la Fao sono essenziali per la vita umana e le funzioni degli ecosistemi, è fortemente minacciata da cambiamenti ambientali provocati dalle attuali dinamiche socio-economiche e dai cambiamenti di uso del suolo.
Nel nostro paese dobbiamo segnalare la presenza in molte aree rurali, un tempo dedicate esclusivamente all’agricoltura, di problemi di inquinamento ambientale, dovuti alla presenza di siti produttivi, di strade, etc. In queste aree le pratiche agricole, non destinate alla produzione di alimenti, potrebbero contribuire ad accelerare i processi di bonifica. Occorre inoltre aggiungere che il territorio rurale è soggetto ad una continua azione di espoliazione per la realizzazione di abitazioni, infrastrutture ed altre opere di interesse civile ed industriale”.
Quali sono gli orientamenti della Comunità Europea?
“Le politiche dell’Ue, segnatamente la politica agricola comune (Pac), mirano sempre più a prevenire i rischi di degrado ambientale, incoraggiando al tempo stesso gli agricoltori a continuare a svolgere un ruolo positivo nella salvaguardia del paesaggio e dell’ambiente grazie a misure mirate di sviluppo rurale e contribuendo a garantire la redditività dell’agricoltura nelle diverse regioni dell’Ue”.
Bruno Ronchi
Professore ordinario
del dipartimento di
Scienze e tecnologie per l’agricoltura,
le foreste
la natura e l’energia (Dafne)
Università degli Studi della Tuscia
