- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Assolto maresciallo accusato di togliere multe in cambio di cene

Condividi la notizia:

Giuliano Migliorati

L’avvocato Giuliano Migliorati

L'avvocato Stefania Sensini

L’avvocato Stefania Sensini

Il pm Franco Pacifici

Il pm Franco Pacifici

Assolto perché il fatto non sussiste. 

Termina così il processo all’ex vicecomandante dei carabinieri di Canino.

Il militare era a giudizio per tentata concussione. L’accusa era di aver perseguitato una giovane donna di Canino a suon di multe: per toglierle sarebbe bastato un suo sì a un invito a cena e, magari al dopocena. Ma quelle proposte indecenti, per il tribunale di Viterbo, non ci sono mai state. Per questo, ieri pomeriggio, dopo un’udienza durata tre ore, il collegio presieduto Eugenio Turco (a latere Filippo Nisi e Luca Cialoni) ha assolto il militare con formula piena.

La storia inizia nel 2006, ma la denuncia scatta solo due anni più tardi. La donna riceve tre multe per guida senza casco, assicurazione e revisione del motorino. Il totale supera gli 800 euro. A quei verbali, ne sarebbero seguiti molti altri, che lei, esasperata, avrebbe strappato più volte sotto gli occhi del carabiniere. Atti che, per il pm Franco Pacifici, erano tutti “finalizzati a ottenere cene e rapporti sessuali con la donna”. “I verbali – ha continuato il legale di parte civile Stefania Sensini – contenevano errori di una banalità e di una ricorrenza tale da sembrare pensati per un eventuale annullamento. Una vera ragnatela che il maresciallo le aveva intessuto intorno, con una sola possibilità di non essere sbranata: cedere alle avances”. 

Ma la difesa racconta un’altra storia. Di un’agonia che non è della signora, ma del maresciallo. “La famosa cena era una – spiega l’avvocato Giuliano Migliorati -. Si trattava di una semplice scommessa che i militari avevano fatto in caserma, in presenza della donna, sull’esito dei ricorsi al giudice di pace su quelle multe”. Di cene, in realtà, il carabiniere parlava spesso. “Era un suo modo di fare – ha continuato la difesa -. Capitava che, se qualcuno si andava a lamentare di una multa in caserma, lui rispondeva: Mi offrirai una cena… ma era solo una battuta”. I verbali elevati alla signora, del resto, erano tutti legittimi. E l’immagine del maresciallo che usava ricattare le sue prede con le multe, per la difesa, non corrisponde al vero: “Non c’è una sola donna che in aula ci abbia detto di essere stata costretta ad avere rapporti sessuali col maresciallo” ha concluso Migliorati nella sua arringa. 

L’accusa aveva chiesto un anno e dieci mesi di reclusione. La parte civile 15mila euro di provvisionale. Richieste che il collegio ha respinto in blocco. Entro novanta giorni le motivazioni della sentenza. Ma per il pm Pacifici l’appello è quasi certo.

 


Condividi la notizia: