– Accade che fanno assessore alla Cultura l’avvocato Giacomo Barelli e accade che un lettore di Tusciaweb commenti le dichiarazioni del sindaco Michelini, facendo notare che a suo parere c’è un palese conflitto di interessi.
Subito dopo la segnalazione del lettore accade che il nome di Barelli scompare dalla pagina della fondazione Caffeina cultura onlus dove si fa l’elenco dei membri del direttivo. Diciamo che fino alle 16,45 più qualche minuto Barelli c’era. Dopo un po’ scompare.
Chi ha messo la mani nella pagina non ha neppure la cura di cambiare il numero dei membri del direttivo, che rimangono 13, mentre i nomi, ora senza Barelli, sono 12.
Ma la rete è molto complessa e Google fa un foto alle pagine e le mette in una memoria cash e lì ovviamente Barelli c’è.
Non basta. Il nome di Barelli è presente, ovviamente, in tutte gli articoli in cui si parla della direzione della fondazione.
La domanda a questo punto è semplice: perché far sparire il nome di Barelli dalla pagina della fondazione così in fretta?
Ovviamente tutto avrà una spiegazione più che logica, ma certa fretta nel cancellare il nome fa sorgere qualche dubbio. Magari Barelli si è dimesso proprio ieri.
In ogni caso il fatto che fino a ieri Barelli era nel consiglio direttivo della fondazione dovrebbe far riflettere sull’opportunità di assegnargli proprio la delega alla cultura.
Tanto per alimentare i dubbi, nella serata di ieri sulla nomina di Barelli si è scatenata una vera e propria bufera. Con una serie di associazioni culturali, tra le quali l’Arci provinciali, che chiedono di togliere la delega della cultura all’esponente di Viva Viterbo.

