– Un parere chiestogli dal sindaco gli è costato caro. C. R., ispettore della forestale, dovrà rispondere di abuso d’ufficio davanti ai giudici del tribunale di Viterbo.
Il processo è cominciato martedì. Prima udienza interlocutoria davanti al collegio dei giudici presieduto da Eugenio Turco (a latere Rita Cialoni e Filippo Nisi).
L’indagine sul forestale incrocia quella che, nel 2009, portò all’arresto del sindaco di Civitella D’Agliano Roberto Mancini e dell’imprenditore Domenico Chiavarino. La polizia giudiziaria la chiamò “Miniera d’oro”, dagli scavi aperti nei terreni in località Ontaneto, a Civitella. Scavi che, agli occhi dei forestali guidati da Marco Avanzo, apparvero subito troppo profondi e invasivi per essere delle semplici bonifiche agrarie.
L’accusa ipotizzò un’attività di cava abusiva mascherata da bonifica, per far estrarre alla ditta Chiavarino ghiaia da rivendere o riutilizzare. Mancini, in compenso, avrebbe guadagnato una “miniera d’oro” per il presunto aiuto all’imprenditore: 20mila euro che per i pm sono una tangente, per il sindaco il compenso per una semplice attività professionale.
Mancini lo ha spiegato all’ultima udienza del processo “Miniera d’oro”, che lo vede imputato per corruzione insieme a Chiavarino. Sempre in quell’occasione sono emersi i suoi contatti con l’ispettore della forestale: “L’avevo chiamato per i verbali elevati dai suoi colleghi”, ha dichiarato il sindaco alla scorsa udienza.
Il contenuto di quelle intercettazioni non è piaciuto al pm Fabrizio Tucci, pubblica accusa in entrambi i processi. Per il magistrato, il forestale avrebbe messo a disposizione di Mancini le sue conoscenze e competenze, aiutandolo nell’obiettivo ipotizzato dall’accusa: far passare le cave per bonifiche.
Smontare il quadro accusatorio sarà compito della difesa, rappresentata dall’avvocato Roberto Massatani. Il legale ha avanzato un’eccezione di nullità delle trascrizioni delle udienze del processo Mancini-Chiavarino. Il collegio si è riservato. Dovrà decidere se accoglierle e, quindi, farle entrare nel processo all’ispettore.
Prossima udienza a gennaio.

