– Era stato condannato per il crollo di un muro alto trenta metri a Soriano nel Cimino. Ora, da quella vicenda, il geometra Igino Clemenzi esce definitivamente pulito.
La Corte d’Appello di Roma, prima sezione, lo ha assolto per non aver commesso il fatto.
La sentenza è arrivata martedì. Due anni fa, Clemenzi era stato ritenuto colpevole dal tribunale di Viterbo del crollo di un muro alto trenta metri e largo dieci, costruito davanti a un condominio a Soriano nel Cimino.
Il 29 giugno 2005, l’imponente parete si sbriciola. Il crollo travolge la parte posteriore della palazzina, divisa in sei abitazioni. La tragedia viene schivata per puro caso. Nessuno era in casa, in quel momento. L’intero stabile era vuoto. Alcune abitazioni restano fortemente danneggiate. La scala centrale del palazzo è impraticabile.
Per quel crollo, finiscono in tribunale i costruttori del muro e del condominio. Tra gli imputati c’è anche Clemenzi, condannato in primo grado a otto mesi il 19 gennaio 2011.
Il geometra non si rassegna e, assistito dall’avvocato Roberto Massatani, fa appello. E’ nel nuovo processo che riesce a dimostrare che, in quanto direttore dei lavori di costruzione della palazzina, poteva avere ben poco a che fare col cedimento del muro. Si trattava, infatti, di due opere edilizie diverse. Il muro, in particolare, era stato costruito per esigenze “estetiche”. A rivestimento di una rupe tufacea che sorgeva davanti al condominio. La consulenza tecnica di un esperto ha dimostrato come l’errore fosse proprio quello: il muro avrebbe dovuto essere di sostegno, anziché di rivestimento.
In ogni caso, la competenza in materia non era di Clemenzi, assolto dopo otto anni.
