– Ci sarà anche l’artista Tammy Duris, americana di nascita e viterbese di adozione, a via Margutta, nella prestigiosa collettiva dal titolo “Materia, forma e colore”, organizzata dalla galleria “Il Mondo dell’arte” e in programma nella centralissima sede di Palazzo Margutta dall’8 al 15 giugno prossimo.
In esposizione la scultrice, che ormai da un po’ di tempo ha scelto di vivere nella Tuscia, presenterà un interessate spaccato della sua feconda attività artistica, rappresentata in quest’occasione da sculture, realizzate in argilla e rifinite con colori ad acqua, ispirate ai temi della conoscenza, della saggezza e della libertà.Personaggio eclettico e artista a tutto tondo, Tammy è da sempre interessata ad ambiti diversi: dalla fotografia alla ceramica, dalla musica al canto, dal disegno alla scultura, che per lei è il mezzo espressivo capace di far esternare al meglio le emozioni interiori.
Incoraggiata artisticamente fin da piccola, sul finire degli anni ’80, la scultrice ha avuto occasione in passato di seguire molteplici corsi di specializzazione scultorea e di venire in contatto con differenti gruppi d’arte, nonché con importanti galleristi. A Denver, all’inizio degli anni 2000, ha avuto luogo l’incontro artistico più importante, quello con lo scultore russo Valentie Okorokov, che le ha fatto scoprire l’amore per l’Arte classica e quello per il Rinascimento.
Dopo aver studiato in Toscana, attualmente vive e lavora a Viterbo dove riesce a proseguire il percorso artistico iniziato affondando le radici della sua ispirazione nell’arte classica e rinascimentale, senza però rinunciare a un’esternazione simbolica della scultura, che pur non essendo necessariamente figurativa rimane sempre adagiata su temi ben riconoscibili della Storia dell’Arte.
“La mia esperienza in Italia – ha detto Tammy nei giorni immediatamente precedenti all’esposizione – è come una terrazza sull’infinito, uno sguardo aperto verso le infinite vie dell’arte, le innumerevoli scelte del passato da cui è possibile trarre convinzione e ispirazione per il presente e che consentono di posare solide e utili fondamenta per il lavoro futuro”.
E’ così che, in lei, l’entusiasmo per la presa di coscienza dell’Arte Classica e della sua Rinascenza si diventa forte ispirazione, tradotta però in un linguaggio estremamente personale, sia nell’uso della materia che in quello del colore, nonché nella ricerca della composizione continua e del movimento.
In questo senso si può affermare che nelle sculture dell’artista continuità e movimento della materia sono fermate nello spazio e che la ricerca del colore segue un sentiero antico: se l’ispirazione dei toni è, infatti, influenzata dagli affreschi del primo Rinascimento e da quelli del Manierismo, l’utilizzo di pigmenti immessi direttamente nella terracotta ricorda, invece, le lavorazioni etrusche.
Accanto alla Duris, in questo piacevole confronto costruttivo capace di contribuire alla crescita artistica di chi vi prende parte, autore o pubblico che sia, cinque pittori (tra cui il Maestro Massimo Paterna): Gianmaria D’Andrea, Maurizio Falcocchio, Gabriella Garofano, Victoria Novak e Massimo Paterna.
