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Ecco le squadre in campo, si riparte

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Il comune di Viterbo

Il comune di Viterbo

– Adesso i giochi sono fatti e così gli schieramenti. Con Michelini oltre a Rossi c’è Chiara Frontini. In entrambe i casi nessun apparentamento, semplice intesa, una “furbata” per Gianmaria Santucci (FondAzione). Perché sposta le percentuali fra maggioranza e opposizione (60% a 40%) a favore della prima, visto che a Michelini in caso di vittoria rimarrebbero i suoi diciannove consiglieri, più quelli di Viva Viterbo e di Viterbo 2020. Totale 22.

E se per Chiara Frontini ci sarebbe la presidenza della seconda commissione, a Viva Viterbo andrà un assessorato, non a Filippo Rossi.

Giulio Marini, invece, ha raggiunto l’intesa con FondAzione di Gianmaria Santucci, La Destra di Andrea Scaramuccia, La Mia Tuscia di Renzo Poleggi, Fiamma Tricolore di Giovanni Adami. Per loro apparentamento, entrano ufficialmente nella coalizione di Marini e i loro simboli figureranno nella scheda per il ballottaggio.

Gli “apparentati” sostengono di non avere parlato d’assessorati e presidenze, ma solo di programma, ma inevitabilmente ne avranno. Se vogliono contribuire a determinare l’amministrazione, la presenza in giunta è decisivo. Probabile che andrà un assessore ciascuno a Santucci e Scaramuccia. Poi verso Marini potrebbe arrivare il sostegno dei dissidenti di Viva Viterbo.

Cambia la fisionomia del centrodestra. In caso di vittoria, FondAzione porterà fino a tre consiglieri, mentre alla Destra ne potrebbe scattare uno. Rimarranno fuori tanto Fusco (Civica per Viterbo) quanto Obino (Ego Sum Leo).

Ma l’attenzione continua a essere concentrata su Viva Viterbo. Filippo Rossi non vuol sentire parlare di spaccatura, ma di fatto Lucio Matteucci se n’è andato, recitando il de profundis per la civica: “Viva Viterbo è morta” e se n’è andato pure Alfonso Antoniozzi.

Si dirà, pazienza, non erano nemmeno candidati e forse per questo alla conferenza di ieri mattina nessuno si è preoccupato di citarli. Non erano in lista, non rappresentano voti, quindi non esistono.

Tuttavia, pure il fronte dei candidati non sembra così compatto. Voci insistenti danno in uscita Laureti, Casantini, Milani e forse Di Marco.

Nel centrosinistra intanto s’inganna il tempo pensando alla giunta in caso di vittoria. Rigorosamente utilizzando pallottoliere e bilancino, a Sposetti andrebbero due assessori, Egidi e Pepponi jr, direttamente da Viva Viterbo.

Michelini ne metterebbe due, come detto, Zucchi jr e Raffaela Saraconi, quindi renziani/Panunzi: Serra e Troncarelli.

Infine Fioroni con Ricci e Ciambella. Totale otto, quattro maschi e quattro femmine, quattro iscritti al Pd e quattro no.

Seppure c’è chi consiglia, d’aspettare l’esito del ballottaggio, prima di gridare Viva Viterbo.

Ieri intanto, dal profilo Facebook e ad apparentamenti ufficializzati, Giulio Marini si è fatto sentire parlando della sua coalizione e di quella della concorrenza: “C’è chi si è travestito da paladino del nuovo per poi vendersi al miglior offerente – dice Marini – ecco scoperti gli altarini delle liste civiche indipendenti che sostengono questo centrosinistra di redivivi e voltagabbana.

A chi ha giocato a fare il leader ricordo che la lealtà è ancora un valore”.

Il bersaglio è chiaro e a qualcuno dal centrodestra, dopo la presa di posizione così decisa verso la sinistra, è venuta in mente una frase dal film il Marchese del Grillo: “Se svejiatoooo”.

Giuseppe Ferlicca


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