– Esattorie, 38 lavoratori a rischio e servizio interrotto.
La vicenda che riguarda la società fino a pochi giorni fa incaricata di riscuotere i tributi per il comune di Viterbo e altri centri, sta mettendo in seria difficoltà non solo i dipendenti che rischiano il posto, ma pure i cittadini, che non sanno dove pagare sanzioni e tributi, col rischio di trovarsi a dover versare pure la mora.
“Dal primo luglio – spiega Carlo Proietti (Filcams – Cgil) – la società intende mettere i lavoratori in cassa integrazione, ma io ho dubbi in proposito.
Se non c’è una società, un consorzio o un certo numero di comuni che manifesta l’intenzione di metterlo in piedi per garantire la riscossione, non so se potranno ottenere gli ammortizzatori.
Ci deve essere un soggetto in grado di prendere la gestione dei tributi e che possa riassorbire i dipendenti. Altrimenti, una volta licenziati, difficile farli rientrare da qualche parte”.
Il punto è proprio questo. La legge impone dal primo luglio che i comuni gestiscano in proprio il servizio riscossione tributi, ma non è semplice e una soluzione potrebbe essere quella di formare un consorzio fra enti locali per gestire direttamente l’attività.
Esattorie lavorava per il capoluogo e un’altra decina di comuni, ma il consorzio potrebbe accogliere pure altri che vorrebbero entrare a farne parte.
Venerdì è prevista una riunione in prefettura, mentre il 28 a Roma dovrebbe esserci un vertice per la cassa integrazione al ministero.
“La soluzione del consorzio – ricorda Proietti – oltre a salvaguardare i posti di lavoro, rappresenta un risparmio per i comuni che comunque per questo servizio devono avere professionalità e competenze che i dipendenti d’Esattorie possono garantire.
Oltretutto, gli enti che si appoggiavano alla società, ogni giorno che passa perdono soldi per le mancate riscossioni. C’è un’interruzione di servizio pubblico e i cittadini che devono pagare a chi versano i soldi? Rischiano di dover pure pagare la mora”.
Un danno per i contribuenti, ma pure per i lavoratori, che hanno già dato: “Hanno continuato a garantire il servizio – ricorda Proietti – anche se sono stati tre mesi senza ricevere lo stipendio.
Adesso non si sa quando potranno prendere le mensilità arretrate e rischiano di perdere pure la quattordicesima, ferie e ticket per buoni pasto. Da gennaio sono altri ottocento euro netti.
Loro stanno già pagando, in qualche modo vanno salvaguardati. Aspettiamo l’esito del confronto in prefettura”.

