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Riceviamo e pubblichiamo – Si è da poco concluso, presso la sede dell’Istituto comprensivo “A. Scriattoli” di Vetralla, il progetto “A scuola di archeologia”, curato dall’associazione DivaCassia onlus e finanziato dalla cooperativa sociale l’Universale 2000, che ha visto la partecipazione degli allievi delle classi prime della scuola secondaria di primo grado di Vetralla e Cura, e delle classi quarte e quinte delle scuole primarie di Villa San Giovanni in Tuscia, Blera e Barbarano Romano.
Durante lo svolgimento del corso, articolato in sette incontri teorici e dodici esercitazioni pratiche suddivise tra le varie classi, gli studenti hanno avuto modo di avvicinarsi alla disciplina delle scienze storiche e archeologiche, studiarne l’evoluzione nei secoli ripercorrendo la storia delle più importanti scoperte archeologiche, conoscere l’iter formativo, il ruolo e l’evoluzione della figura professionale dell’archeologo, apprendere i modi in cui si esplica l’attività di tutela dei beni culturali da parte degli organi istituzionali preposti, ed infine comprendere a fondo le finalità della ricerca archeologica.
Visto che il modo migliore per imparare è toccare con mano l’oggetto del proprio studio, ai ragazzi è stata offerta la possibilità di calarsi per due giorni nei panni dell’archeologo e realizzare un vero e proprio scavo in tutte le sue fasi sotto l’attenta guida di professioniste del settore.
All’uopo è stata predisposta un’area attrezzata nel giardino antistante l’edificio scolastico, nella quale sono state simulate diverse situazioni tipiche di un’area antropizzata (il focolare, il crollo di strutture murarie, i resti di pavimentazione, il ripostiglio) e successivamente abbandonata e ricoperta da una spessa coltre di terra, con una stratigrafia complessa ricca di reperti, a simulare quanto più possibile un’autentica area di scavo.
I ragazzi, quindi, non si sono limitati alla semplice ricerca dell’oggetto archeologico, ma hanno affrontato le diverse fasi dello scavo, dalla documentazione grafica tramite il sistema della triangolazione alla documentazione fotografica, allo scavo stratigrafico fino alla catalogazione dei reperti ed al loro restauro, utilizzando tutta la strumentazione tecnica presente su uno scavo autentico: livello ottico per le quote, rotella metrica e filo a piombo per la documentazione grafica, lavagnetta, palina e macchina fotografica per la documentazione fotografica, trowel per lo scavo vero e proprio e tanto altro.
E non è stata trascurata neanche l’analisi dei reperti che ha permesso alle archeologhe di spiegare, per grandi linee, le principali tecniche di indagine sui materiali, siano essi organici che inorganici, con una particolare attenzione all’evoluzione della ceramica, vero e proprio fossile guida per la conoscenza di ogni epoca ed in special modo della storia del proprio territorio.
In sostanza questo incontro ravvicinato con una disciplina tanto affascinante quanto complessa ha insegnato a tutti gli alunni che la costruzione del proprio futuro passa inevitabilmente attraverso la conoscenza del passato.
Mi corre quindi l’obbligo di ringraziare innanzitutto la preside dell’Istituto Comprensivo “A. Scriattoli”, Elisa Maria Aquilani che ci ha messo a disposizione l’intera scuola, il presidente della cooperativa l’Universale 2000 Grazia Saperdi, che ha finanziato il progetto e senza la quale mai saremmo riusciti a realizzare la nostra attività, tutti gli insegnanti e le insegnati che hanno impegnato le proprie ore di didattica, le mie colleghe archeologhe Paola Guerrini e Tiziana Talocci, dell’Associazione DivaCassia, per l’ottimo lavoro svolto con i ragazzi, l’amministrazione comunale che ci ha aiutati nella predisposizione dell’area di scavo, ed i fantastici studenti che hanno partecipato con entusiasmo e passione.
Elisabetta Ferracci

