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Michelini parte da sette

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Leonardo Michelini

Leonardo Michelini

(g.f.) – Leonardo Michelini parte da sette.

Oggi la prima seduta di consiglio comunale, ma nel banco di sindaco e giunta non sederà l’ottavo assessore. Il rifiuto di Francesco Serra ha complicato le cose al primo cittadino, che per non mettere troppa carne al fuoco col rischio di bruciarla, preferisce rinviare.

E a Stefano Cappetti, primo dei non eletti Pd non rimane che aspettare. Così come Martina Minchella, in pole position per entrare in giunta.

Serra, invece, sarà il capogruppo del Pd e il suo vice sarà Aldo Fabbrini. Che probabilmente si augura d’avere la stessa fortuna di Alvaro Ricci nella consigliatura appena conclusa.

Con Sposetti spesso lontano da palazzo dei Priori, è stato vice di nome e capogruppo di fatto.

Ma il momento più delicato della prima seduta, sarà l’elezione del presidente del consiglio.

Il ruolo che fino a poche settimane fa è stato di Giancarlo Gabbianelli, è destinato a Filippo Rossi (Viva Viterbo).

Probabilmente sarà così. Ma non è un mistero come il nome del direttore artistico di Caffeina non sia esattamente un aggregante della coalizione, anzi. Ieri sera c’è stato un vertice di maggioranza con il sindaco Michelini e pure in quell’occasione è stato chiesto al primo cittadino se fossero percorribili altre strade, ovvero un nome diverso da Rossi.

Ma Michelini ha detto di no. Gli impegni sono impegni e la presidenza del consiglio fa parte del pacchetto Viva Viterbo. Di solito il presidente del consiglio lo eleggono i consiglieri e non è nella disponibilità del primo cittadino, ma i gruppi che sostengono Michelini non hanno insistito più di tanto, non volendolo mettere in difficoltà già alla partenza.

La maggioranza conta ventitre consiglieri, a Rossi ne bastano diciassette per essere eletto, non dovrebbe avere grossa difficoltà ad arrivare al minimo sindacale e pure oltre, anche con il no già dichiarato della minoranza. Salvo sorprese.

Giuseppe Ferlicca


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