– Si è scagliata sui poliziotti per impedirgli di entrare in casa. Con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, una madre di 48 anni fu denunciata due anni fa dagli agenti della squadra mobile. Ieri il giudice Silvia Mattei l’ha assolta, ritenendo la sua reazione legittima.
La donna, brasiliana ma da anni residente a Viterbo, si era vista piombare nove agenti della squadra mobile in casa nel tardo pomeriggio. Erano in borghese. Dicevano di essere poliziotti e di dover fare una perquisizione, ma non avevano alcun mandato.
E’ la prassi. Gli agenti possono presentarsi anche senza decreti dell’autorità giudiziaria, se stanno svolgendo una loro attività di indagine, svincolata dalla procura. Ma la signora non lo sapeva. Così come non sapeva che la polizia, quella sera, era lì per arrestare suo figlio per la rapina e il sequestro di una prostituta. Ma prima dovevano perquisire la casa.
La signora li insultò e cercò di bloccarli. Proprio di questo doveva rispondere in aula, davanti al giudice del tribunale di Viterbo. “Ha avuto una reazione scomposta – ha detto il suo avvocato Marco Russo -, ma vanno anche capiti i motivi. Di punto in bianco, nove uomini hanno fatto irruzione in casa sua. Volevano entrare, senza che lei sapesse cosa stava per succedere al figlio, e con la figlia più piccola che giocava nell’altra stanza, in abiti intimi. Quella che, in realtà, era una normale attività di indagine, le è sembrata un atto illegittimo”.
Lei, d’altro canto, si è mostrata dispiaciuta. “Non era mia intenzione mancare di rispetto agli agenti – ha dichiarato prima della sentenza -. Ho avuto come un attacco di isteria”.
Anche l’accusa (pm Cristiano Ricciutelli) ha chiesto l’assoluzione, concessa dal giudice perché il fatto non costituisce reato.
