– Viene prima il comizio o la porchetta? Una domanda la cui risposta fa la differenze tra Giulio Marini e Leonardo Michelini (fotocronaca).
Ieri sera entrambe i candidati sindaco hanno chiuso la loro campagna elettorale in piazza. Il primo in piazza Unità d’Italia, il secondo in piazza San Carluccio.
Da Michelini prima gli interventi dei candidati, quindi il suo saluto, poi è partita la festa e soprattutto l’assalto ai panini.
Marini, invece, è partito dai panini e poi un veloce discorso e quindi cabaret e musica.
La scaletta non è la stessa, come non è la stessa la ricetta per Viterbo. Marini parte con una notizia: “Oggi abbiamo dato il via libera – ricorda dopo avere provato a suonare la batteria salendo sul palco – al progetto per un altro centro termale, lì dove doveva essere”.
E’ l’Itet. “Sarà realizzato lì, nonostante tutte le cattiverie e le falsità che sono state dette”.
Dall’altra parte Michelini è a un passo dal sogno. “Vinceremo e non è una previsione, ormai è una certezza – spiega ai suoi, conquistando un caloroso applauso – dobbiamo solo aspettare lunedì per vedere il risultato finale”.
Fra il pubblico i candidati, che ringrazia: “Hanno contribuito tutti in questi giorni – spiega Michelini – anche echi non entrerà in consiglio comunale”.
Squadra compatta e infatti nella folla si vedono non solo quelli della prima ora, anzi del primo turno, ma pure Chiara Frontini, Filippo Rossi e i loro candidati.
Ci sono gli ex assessori Claudio Taglia e Sandro Zucchi. Nessuno è voluto mancare, si vede pure Giuseppe Parroncini.
La canzone che chiude l’intervento, poi, è tutto un programma. Futura di Lucio Dalla. Un futuro che vede diverso anche Giulio Marini: “Da martedì cambia tutto – ricorda ai suoi – inizia una storia nuova di cui saremo i protagonisti”.
Pure qui, gli alleati tutti presenti, dal primo turno al ballottaggio, quindi Gianmaria Santucci, Renzo Poleggi, ma anche Andrea Scaramuccia.
Il pubblico riempie le gradinate e si assiepa nella zona cibo. Del resto l’ora è quella che è. Verso il palco meno gente, ma la piazza è di quelle impegnative.
“Potrei stare qui a raccontarvi tutte le cose che abbiamo fatto e che intendiamo fare ancora per la città – dice Marini – ma non voglio annoiarvi, solo ringraziarvi per la vicinanza e l’impegno che avete messo”.
Tutti convinti, altrimenti Marini ve le suona. Le percussioni, s’intende.
Giuseppe Ferlicca







