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Serra capogruppo e Fabbrini vice

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Rossi festeggia con Michelini

Filippo Rossi e Leonardo Michelini

– L’otto? Al massimo Leonardo Michelini lo può giocare al Lotto.

A un giorno dalla prima seduta di consiglio comunale, si fa tutta in salita la strada per nominare l’ottavo assessore in giunta, dopo il rifiuto, ennesimo e definitivo, da parte di Francesco Serra.

Per il sindaco trovare un sostituto non è facile, senza compromettere gli equilibri in maggioranza.

Quindi nessuno si stupirebbe se alla fine la sua squadra dovesse rimanere a sette, almeno per ora. Una scelta che più di uno all’interno della maggioranza, arrivati a questo punto sponsorizza.

Altrimenti si ricomincerebbe con il valzer delle candidature, prima fra tutte Martina Minchella.

Ieri sera intanto i consiglieri del Pd hanno deciso di eleggere Francesco Serra capogruppo e Aldo Fabbrini vice, proposta avanzata dal segretario comunale Alvaro Ricci e passata all’unanimità.

Fra i Democratici e non solo, più di uno però, non sta facendo i salti di gioia su come si sta componendo il puzzle degli incarichi: “Si sta pagando una cambiale troppo onerosa – sostiene qualche esponente Pd garantito dall’anonimato – verso Filippo Rossi di Viva Viterbo”.

Al direttore artistico di Caffeina dovrebbe andare la presidenza del consiglio, che si somma all’assessorato a Giacomo Barelli. In virtù degli accordi che il sindaco ha preso con la sua lista civica.

“Serra – dicono ancora – ha almeno un consigliere di riferimento in più rispetto al gruppo di Rossi. Ma Viva Viterbo ha la presidenza e un assessorato, i renziani del Pd niente.

Tanto valeva nominare assessore Rossi, dare la presidenza a Serra e Fabbrini poteva essere il capogruppo Pd. Tutto sarebbe stato molto semplice”. Almeno sul capogruppo al momento sembrano essere stati accontentati.

C’è chi si spinge pure oltre: “Il sindaco Michelini – sostengono – per quanto riguarda la giunta poteva raggiungere l’accordo che più gli pareva, ma decidere un mese prima chi sarebbe stato pure il presidente del consiglio, la cui nomina è prerogativa dei consiglieri, è troppo e in ogni caso, il Pd con questo scenario esce più debole”.

Giuseppe Ferlicca


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