– Non saranno dissequestrati i documenti di Paolo Gianlorenzo. Almeno non per ora.
Il tribunale del Riesame ha respinto l’istanza avanzata dall’avvocato del giornalista, Franco Taurchini.
La richiesta era finalizzata a ottenere il dissequestro di tutta la documentazione acquisita un mese fa dagli uomini del pm Massimiliano Siddi nell’ufficio del giornalista.
In realtà, il ricorso era puramente strategico: il vero scopo della difesa era avere accesso al nuovo fascicolo aperto su Gianlorenzo. Dopo la tegola delle inchieste Birindelli e Fiorito, il giornalista viterbese è indagato anche nell’inchiesta sul giovane avvocato Samuele De Santis. Il legale, fino a poco tempo fa, lo assisteva insieme a Carlo Taormina nell’inchiesta Birindelli.
Per il pm Siddi, i due avrebbero messo in piedi una specie di mini sodalizio: Gianlorenzo avrebbe aiutato De Santis a procacciarsi clientela con metodi estorsivi. Un’operazione in cui gli inquirenti vedono due fasi nettamente distinguibili. La prima di intimidazione del possibile cliente, insinuandogli l’atroce dubbio di un arresto imminente o di un’iscrizione nel registro degli indagati. La seconda sarebbe consistita nel prospettare i vantaggi della difesa De Santis: dalle “entrature in Procura”, che gli avrebbero permesso di venire a sapere certe cose in tempi brevi, al millantato controllo della stampa, per finire con gli articoli di Gianlorenzo.
Il giornalista è comparso pochi giorni fa davanti al pm Siddi. Un confronto risoltosi in pochi minuti senza spendere una parola: Gianlorenzo ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere.
Estorsione l’ipotesi di reato, per il giornalista. De Santis, invece, è indagato anche per falso insieme a una sua praticante. La scorsa settimana il gip Francesco Rigato gli ha revocato gli arresti domiciliari.
