– Sabato 22 giugno alle 21 all’imbocco di corso Petrarca a Capranica David Ghaleb editore e Banda del racconto presentano “Petrarca a Capranica” e altre “disavventure” del poeta nella Tuscia.
La passeggiata/racconto si svolgerà per le strade e piazze del centro storico di Capranica, è di e con Antonello Ricci con la partecipazione di Olindo Cicchetti.
Come biglietto è valido l’acquisto di un libro a scelta dal ricco catalogo di Dg editore. L’evento realizzato con il patrocinio del comune di Capranica.
In una splendida dichiarazione d’amore per i paesaggi del viterbese, Federico Fellini scriveva: “Io non ho mai visto i paesaggi da turista, dall’esterno: non ho mai voluto conoscere dei paesaggi, ho sempre cercato di riconoscerli”.
Non incontriamo mai per caso i paesaggi di cui ci innamoriamo. Piuttosto riconosciamo in essi ciò che già era in noi. Sul principio del 1337, ospite del conte Orso dell’Anguillara, Francesco Petrarca sosta a Capranica. Sedici giorni, anche più. Ma non si tratta di soggiorno di piacere.
Il poeta è in viaggio verso Roma per la prima volta in vita sua e non vede l’ora di arrivare. Ma sono tempi politicamente instabili, turbolenti: le strade che portano alla Città Eterna non sono sicure per sodali e partigiani della nobile famiglia dei Colonna.
Meglio trovare ricetto temporaneo presso amici fidati. Petrarca non è abituato a starsene con le mani in mano: così dalla “rocca” di Orso (che troneggia sul “Monte delle Capre”: ma “meglio sarebbe dire tana di leoni e di tigri”) dedica uno splendido sonetto al signore del luogo (“Orso, e’ non furon mai fiumi né stagni”) e indirizza due lettere a Giovanni Colonna cardinale.
Si tratta di testi in cui riconosciamo i tratti più noti del poeta: da una parte egli sa restituirci con garbo e umorismo il vivido bozzetto della chiassosa vita della guarnigione locale, che lo disturba fino a notte fonda, confondendogli e frustrandogli l’ispirazione; dall’altra constatiamo che gli straordinari scorci epistolari consacrati al paesaggio circostante sembrano presi di peso dal Petrarca maggiore (da Solo e pensoso a Chiare fresche e dolci acque); non mancano poi cenni al valore – modernissimo – attribuito dallo scrittore al viaggio come esperienza interiore o ai nessi inestricabili tra paesaggio anima poesia.
Prendendo spunto da un prezioso volume del catalogo di Davide Ghaleb editore (Portali e portoni di Capranica, a cura di Enrico Guidoni e Guglielmo Villa, 2003), passeggeremo insieme lungo la dorsale viaria del centro storico di Capranica, tra corso Petrarca e via degli Anguillara (manco a farlo apposta: nomen omen). Declameremo le epistole e i versi di Petrarca a Capranica (e altre deliziose bagattelle sulle “disavventure” occorse al poeta in viaggio per la Tuscia) adottando a mo’ di quinta teatrale alcuni dei più bei monumenti documentati nel volume di Guidoni e Villa.
