– Giulio Marini o Leonardo Michelini?
Il 9 e 10 giugno turno di ballottaggio per eleggere il candidato sindaco, sul risultato nessuna certezza, soltanto il presidente della Camera di Commercio Ferindo Palombella ha una certezza: “Comunque vadano le cose – gli ricorda Marini – tu caro presidente mi avrai ancora fra le scatole”.
Ancora come primo cittadino o di nuovo alle dipendenze dell’ente. Non c’è scampo.
Alla Camera di Commercio l’ultimo dibattito fra i due, su temi ovviamente di natura economica. A moderare il giornalista Luigi Pagliaro e a fare gli onori di casa lo stesso Palombella, che apre invitando i due candidati a impegnarsi in caso di vittoria, ma pure di sconfitta su progetti concordati.
Marini punta sul piano viabilità: “In grado di far ripartire l’economia in città. Se sarò io a vincere, non farò opposizione ottusa come l’ho avuta io in cinque anni.
Non ha portato bene alla città, ma ha portato all’indebolimento politico e psicologico del sindaco, ma non l’ha abbattuto. Palombella avrà un Marini che collaborerà in ogni versione”.
Per Michelini, Viterbo è la città delle occasioni perse: “Non provengo da un partito, non mi serve che un partito mi certifichi nulla, noi non dobbiamo più perde occasioni.
Un esempio è il Poggino. Si sono persi stanziamenti e le imprese che vi operano devono vergognarsi per come si presentano a fornitori e clienti, poi va ricostruito un rapporto con le associazioni”.
In sala, rappresentanti della associazioni di categoria. Giuseppe Chiarini di Confagricoltura chiede che il Comune si metta a disposizione perché i prodotti agricoli siano trasformati sul territorio e Fabrizio Ronca, vice presidente Coldiretti punta a valorizzare le peculiarità del territorio.
Michelini gioca in casa e si trova d’accordo sulla trasformazione in loco dei prodotti e chiede d’incentivare la filiera corta con i prodotto a chilometri zero e l’amministrazione li dovrebbe promuovere in mense e negli ospedali.
Marini gli ricorda che prodotti locali già sono consumati dalle mense e quindi ricorda il piano di sviluppo agricolo e termale da approvare in consiglio comunale, lo spazio in costruzione al Sacrario per valorizzare i prodotti tipici e i terreni messi a disposizione alla Volpara.
Pianificazione per le imprese commerciali è quello che chiede Mauro Barlozzini dell’Ascom. “Il centro già è un centro commerciale naturale – osserva Marini – noi lo stiamo attrezzando. Parcheggi, ascensori vanno in questo senso”.
Michelini non è dello stesso avviso: “Definire quello che abbiamo, un centro commerciale naturale non mi sembra esatto, noi dobbiamo aiutare chi vuole investire in centro, favorendo l’accesso al credito”.
Le botteghe artigiane stanno a cuore a Signori della Confartigianato, mentre Luigia Melaragni della Cna punta sulla questione fiscale, Imu, Tarsu e Tares per le imprese.
“Le botteghe artigiane – osserva Michelini – sono una scommessa per far rivivere un centro con attività e persone, favorire chi vuole investire in quest’attività”.
Ci sono i fondi, la replica di Marini. “Abbiamo due milioni e mezzo in garanzie per investimenti nel centro storico, possono essere utilizzati.
Per la Tarsu, nonostante il comune sostenga costi elevati, Viterbo è città virtuosa, facciamo pagare meno che altrove e auspico che la Tares non sia applicata”.
Domenico Merlani di Unindustria spera che il prossimo sindaco abbia una visione più sul lungo che non a breve periodo e puntare sulle smart cities.
“Il progetto ha già una data – osserva Marini – sono già partiti bus elettrici, bike sharing, stiamo mettendo in campo sistema wi-fi in tutta la città, infomobilità per la città”.
Mentre Michelini: “La sola risposta che possiamo dare ai costruttori da qui, passa per la nuova tecnologia nelle costruzioni e riguarderà soprattutto l’occupazione giovanile”.






