– Donne usate da palo fuori gli appartamenti e uomini che si calavano dai tetti per rubare (video).
Questa mattina, alle prime luci dell’alba, la squadra mobile di Viterbo, in collaborazione con quella di Lodi, che ha avviato le indagini nel 2012, Roma e Brescia, hanno messo fine all’attività della banda criminale di sudamericani operativa in tutta Italia. Sedici in tutto i furti accertati dai poliziotti tra il Nord e il Lazio, in particolare a Roma, Aprilia e Latina.
Tredici gli arresti sul territorio nazionale nell’ambito dell’operazione denominata “Los tombos”, gli sbirri, ossia la parola d’ordine usata dalla banda per scappare durante i colpi all’eventuale arrivo delle forze dell’ordine.
Cinque le ordinanze eseguite nel capoluogo: si tratta di tre uomini S.G. guatemalteca dell’81, M.C. colombiano dell’80, R.A. guatemalteca del ’71, già in carcere, e due donne colombiane C.D. del ’71 e C.D. dell’80, bloccate nella mattinata a Vitorchiano.
Tutto è partito da un furto in un appartamento a Lodi. “Le indagini sono scattate a gennaio 2012, dopo un colpo avvenuto a Cornegliano Laudense – spiega il capo della mobile Fabio Zampaglione -. I membri agivano spesso nel centronord, ma a settembre dello stesso anno anche Viterbo è stata presa di mira. Vittima un cinese al quale sono stati rubati denaro, gioielli e titoli bancari per oltre 30mila euro”.
Le indagini hanno evidenziato un sodalizio ben collaudato. “Ci sono stati casi di arresti in flagranza, ma i componenti della banda venivano subito sostituiti e il gruppo non rimaneva mai scoperto“.
Organizzato nei minimi dettagli anche il modus operandi. “Le donne facevano da palo fuori dagli appartamenti e, di solito, due uomini, rubavano calandosi dai tetti delle case. Ognuno sapeva esattamente cosa fare. Le donne poi avevano una parola d’ordine, ossia Los Tombos, gli sbirri, per avvertire i loro complici e farli fuggire in caso arrivassero le forze dell’ordine”.
La banda aveva vittime “privilegiate”. “Il più delle volte colpivano i cinesi che tengono oggetti di valore e denaro in casa e perché quasi mai denunciano gli episodi di furto ai loro danni. Di solito li studiavano per un paio di giorni, per capire orari e abitudini, e poi agivano”.
Dei cinque arrestati a Viterbo, S.G., M.C. e C.D, erano già finiti in manette. “Tre di loro avevano messo a segno un colpo a settembre 2012 rubando oggetti preziosi, denaro e titoli bancari a un cinese”.
Gli agenti della polizia sono riusciti a risalire all’identità dei malviventi grazie a intercettazioni e pedinamenti. Questa mattina, dunque, il blitz in tutta Italia che ha portato ai 13 arresti. Il gruppo dovrà rispondere di associazione per delinquere finalizzata ai furti in appartamento. Per quattro indagati, inoltre, anche l’accusa di rapina.





