– Il 9 e 10 giugno non sarà un ballottaggio, ma un referendum. Pro o contro Marini e il centrodestra.
Filippo Rossi (Viva Viterbo) vede così il secondo turno delle amministrative a Viterbo, in cui ha deciso d’appoggiare il candidato del centrosinistra Leonardo Michelini.
“E’ un referendum – dice Rossi in un incontro in libreria per spiegare ai suoi le ragioni di una scelta molto discussa – per decidere se venti anni di centrodestra e l’amministrazione uscente possono continuare con quelle persone che tutti noi conosciamo”.
Oppure: “Scommettere, dire sul cambiamento esagererei, smentendo me stesso, ma sull’alternanza sì. La città deve cominciare a scommettere.
Noi in ogni caso avremmo dato come indicazione in mancanza d’intese, di non sostenere Marini”. La critica sul sindaco uscente, Rossi ricorda come sia sempre stata nel merito.
“Mentre al centrosinistra – continua Rossi – pur avendo fatto una critica molto dura, era tutta politica e sull’alleanza. Sono cose sostanzialmente diverse. Non sono un grillino e questa non è una lista civica antipolitica, ma contenutistica, il fine ultimo è dare un contributo al miglioramento della città”.
E le critiche a Michelini, che restano, non impediscono l’alleanza: “Ci si allea tra diversi – dice ancora Rossi – e comunque il centrosinistra sicuramente garantisce l’alternanza politica, che è un valore in sé.
Paradossalmente se le due parti fossero la stessa identica cosa e non lo sono, comunque che in quei posti ci vada altra gente, in politica è un bene.
A Viterbo, dove da venti anni c’è la stessa parte politica”.
Una campagna elettorale passata ad attaccare tanto Michelini quanto Marini, eppure con motivazioni diverse, per Viva Viterbo era impossibile andare al mare.
“Inimmaginabile – continua Rossi – stare alla finestra, al di là delle dichiarazioni in campagna elettorale.
Una scelta al ballottaggio s’impone. Se non decidono i candidati, comunque gli elettori votano”.
A chi critica Viva Viterbo per la decisione d’appoggiare Michelini: “Il nostro non è un ordine – conclude Rossi – ma un’indicazione di voto.
Noi scegliamo, io scelgo. Poi gli elettori sono liberi, come tutti gli elettori di tutti i partiti. Il ballottaggio è una seconda elezione, di riparte da zero”.
Giuseppe Ferlicca


